Newsletter Anno VII - n°325 - 28 Settembre 2009
Cari Colleghi,
si è concluso con successo, venerdì 25 settembre, il progetto di formazione che lo Sna ha dedicato ai suoi iscritti per lo studio del provvedimento Isvap 2720; provvedimento che ha modificato il Regolamento sulla intermediazione assicurativa.
Oltre 500 Agenti hanno preso parte ai lavori nell’aula virtuale del laboratorio assicurativo Assilearning. Si è trattato di una innovativa formula di formazione in video conferenza web, frutto della creatività della Commissione Formazione Sna.
“Dobbiamo considerare l’apprendimento una componente permanente della nostra vita professione e di quella di ciascun collaboratore. Dobbiamo interpretare l’acquisizione di nuove conoscenze e l’approfondimento di quelle già possedute, quale elemento di evoluzione, di crescita, di miglioramento del valore professionale degli agenti di assicurazione. Se questa iniziativa potrà contribuire, anche minimamente, a questi scopi, potrò ritenermi soddisfatto” - ha commentato Claudio Demozzi, componente dell’esecutivo nazionale Sna, responsabile dell’area formazione.
D’altro canto, la competenza professionale degli Agenti è un patrimonio indiscusso e, - come sostiene Demozzi - “la fame di conoscenza, sicuramente porterà nella strada della vera libertà imprenditoriale”, al quale tiene tanto il Sindacato Nazionale Agenti.
La settimana formativa è stata possibile grazie all’affidabile piattaforma Assilearning, collaudato laboratorio istruttivo che opera da diversi anni, ancor prima che le determinazioni di legge ne prevedessero l’obbligatorietà. L’interattività del laboratorio, assicurato da un modernissimo software di gestione dell’audio video in web-conference, comprensivo di lavagna chat, ha permesso di confrontarsi sulla operatività dettata dalle nuove norme, e delle sue più problematiche applicazioni. Centinaia di domande dell’uditorio hanno sempre trovato risposta dei relatori ed esperti. Si sono alternati nelle docenze: Alfonso Peccio, responsabile area legale Sna; Claudio Demozzi, responsabile area formazione Sna; Domenico Fumagalli, consulente Sna, componente del collegio di garanzia Isvap; Paolo D’Agostino, titolare Assilearning; Andrea Maura, Avvocato formatore Assilearning.
L’iniziativa Sna, largamente apprezzata, premia uno sforzo organizzativo e la collaborazione con il laboratorio del Dott. Paolo D’Agostino. I partecipanti che hanno superato il test di valutazione delle competenze acquisite beneficeranno di un attestato per 8 ore di aggiornamento professionale, di cui 4 ore valide per la formazione d’aula.
La nuova commissione formazione Sna, composta da: Claudio Demozzi, Tiziana Belotti, Franco Curto, Gaetano Nocera, Roberto Soldati, Paolo Soravia, Antonio Zottoli, ha in animo ulteriori iniziative; anche agevolando l’accesso a progetti formativi finanziati, come quelli del Fondo For.Te (Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua del terziario). L’adesione degli agenti al fondo è semplice e gratuita, è sufficiente indicare il codice “FITE” sul modello Inps DM10/2, quadro B, anche attraverso il proprio consulente del lavoro.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 28 settembre 2009
lunedì 14 settembre 2009
Con il contributo Sna, giornata di studio sulla previdenza complementare

Newsletter Anno VII - n°323 - 14 Settembre 2009
Cari Colleghi,
con il contributo del Coordinamento Regionale della Sardegna del Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione, l’Università degli studi di Cagliari, del Fondo Pensione Agenti professionisti di assicurazione; l’Associazione Internazionale di Diritto delle Assicurazioni - Aida Sardegna - ha programmato una giornata di studio dedicata alla previdenza complementare: “I PRODOTTI DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE ED IMPRESE DI ASSICURAZIONE: TIPOLOGIA, DISTRIBUZIONE E TUTELE”.
L’appuntamento è per Venerdì 25 settembre 2009, con inizio dei lavori alle ore 9:00, presso l’Auditorium della Banca di Credito Sardo di Cagliari (ex cis). Accademici di chiara fama nazionale proporranno una visione globale degli aspetti legati alla previdenza complementare assicurativa.
In seguito al prolungamento della vita media, il sistema di previdenza pubblico è passato al calcolo così detto contributivo. Questo passaggio determinerà un abbassamento degli importi delle pensioni e, quindi, la necessità di integrare le prestazioni pubbliche con una pensione complementare. Il problema sociale che si presenta, è quello di far comprendere l’importanza di compiere una scelta sulla previdenza complementare. Oggi è sempre più rilevante fornire ai lavoratori, ed in particolare per quelli più giovani, un’informazione adeguata perché prendano consapevolezza della propria condizione previdenziale pubblica, e sappiano scegliere la soluzione a loro più ottimale nell’ambito dell’offerta della previdenza complementare.
La giornata di studio indirizzata alla comunità scientifica del diritto previdenziale e delle assicurazioni, agli intermediari assicurativi, agli avvocati, ai consulenti del lavoro, agli studenti universitari, e a tutti coloro che operano in ambiti legati alla previdenza, sarà occasione di approfondimento degli strumenti oggi disponibili, nella considerazione che un ampio bacino di potenziali aderenti si porranno, in tempi non lunghi, il problema di accrescere e integrare la loro futura pensione obbligatoria. E il sistema della previdenza complementare deve essere pronto ad assicurare la più esperta consulenza.
Saliranno sul podio: Prof. Sandro Amorosino, Università di Roma La Sapienza; Prof. Gabriele Racugno, Università di Cagliari; Prof. Michele Siri, Università di Genova; Prof. Agostino Gambino, Università di Roma La Sapienza; Prof. Pierpaolo Marano, Università della Calabria; Prof.ssa Giuliana Martina, Università di Venezia; Prof. Paoloefisio Corrias, Università di Cagliari; Prof. Claudio Russo, Università di Roma La Sapienza; Prof. Gianluca Romagnoli, Università di Padova; Dott.ssa Elisabetta Piras, Università di Cagliari. È in programma inoltre, l'intervento del Dott. Lucio Modestini, Presidente del Fondo Pensione Agenti professionisti di assicurazione.
La giornata di studio è accreditata per la formazione professionale continua degli intermediari delle assicurazioni (4 ore d’aula, superato il test finale, accredito del Coordinamento Sna della Sardegna); avvocati (4 crediti, accredito Ordine degli Avvocati di Cagliari); consulenti del lavoro (4 crediti, accredito Ordini dei Consulenti del lavoro della Sardegna).
La partecipazione alla giornata di studio è gratuita e libera. È tuttavia richiesta la preiscrizione, comunicando i propri dati alla segreteria organizzativa, fax 070 682975.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 7 settembre 2009
Cresce la nuova produzione vita con il ramo I

Newsletter Anno VII - n°322 - 7 Settembre 2009
Cari Colleghi,
in luglio i premi relativi al lavoro complessivo delle nuove polizze individuali sulla vita hanno registrato una crescita del 55,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; da inizio anno i premi hanno raggiunto € 34 mld, il 26,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Ne da notizia Aniatrends, periodico dell’ufficio statistiche e studi attuariali Ania.
Le imprese italiane ed extra-U.E. in luglio hanno emesso nuove polizze prevalentemente mediante il canale bancario e postale per premi pari a € 2,7 mld, facendo registrare un incremento del 38,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; da gennaio, la raccolta premi di questo canale è risultata pari a € 22,6 mld, con un aumento del 38,5%.
Anche il canale agenti risulta in crescita con nuovi premi pari a € 574 mln (+11,8% rispetto a luglio del 2008). A fronte di premi pari a € 3,5 mld è invece in calo la raccolta da inizio anno (-2,8%). I premi raccolti presso le imprese (agenzie in economia) segnano quasi il 40% in più rispetto a luglio 2008, con premi che hanno superato € 130 mln; ciononostante la raccolta premi da inizio anno è ancora lievemente negativa (-1,8%). Per il canale agenti e agenzie in economia, è aumentata la raccolta delle polizze di ramo I (+25,6% rispetto a luglio 2008) a fronte di € 614 mln di premi. Stessa tendenza si è osservata sul ramo V che con € 60 mln di premi è cresciuto del 57,4%. Da gennaio i premi relativi al ramo I, del canale agenti e agenzie in economia, sono ammontati a € 3,7 mld mentre quelli di ramo V sono stati pari a € 512 mln. Le nuove emissioni relative a prodotti linked sono ancora in forte calo. A tale risultato, nonostante i premi relativi a prodotti unit siano cresciuti di oltre il 50%, vi ha contribuito l’interruzione delle sottoscrizioni di prodotti index. Da inizio anno il volume premi relativo a prodotti linked è stato pari a € 140 mln con un calo che ha sfiorato l’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per un ammontare che è stato pari a € 22 mln, la raccolta dei nuovi premi/contributi relativa a forme pensionistiche individuali si è concentrata verso prodotti di tipo PIP. Circa l’83% dei contratti stipulati è a premio unico, mentre il restante 17% è rappresentato da contratti a premio periodico.
In forte espansione l’attività intermediata dai promotori finanziari, con premi pari a € 1,1 mld, (era pari a € 151 mln nel 2008). La buona performance degli ultimi mesi di questo canale ha portato la raccolta premi da inizio anno a € 4,8 mld, con un volume più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2008.
Con premi superiore a € 4 mld, i prodotti di ramo I rimangono, in luglio, quelli più diffusi. Da gennaio si è consolidata una raccolta in evidente ripresa, nel ramo I, rispetto allo stesso periodo del 2008: i premi, pari a € 28,0 mld, sono quasi triplicati rispetto all’anno precedente.
A fronte di € 151 mln anche i premi di ramo V sono cresciuti sensibilmente rispetto a luglio 2008 (+120,8%); da inizio anno la raccolta complessiva è stata pari a € 1,3 mld.
Il mercato delle nuove polizze “linked” continua a contrarsi: includendo anche i nuovi premi di luglio (€ 287 mln), da inizio anno si registra per il ramo III una riduzione che sfiora l’80%. I premi si riferiscono principalmente a prodotti di tipo unit (€ 1,9 mld), con una diminuzione del 69,6% rispetto allo stesso periodo del 2008. Con un volume premi inferiore (circa € 600 mln) le polizze index hanno registrato una contrazione di circa il 90%.
Da gennaio i premi/contributi relativi alle nuove adesioni individuali a fondi pensione aperti sono stati pari a € 14 mln; considerando anche i PIP, i premi/contributi hanno raggiunto € 218 mln (-34,8% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente). L’importo medio dei premi unici è stato di € 26.600, quello dei premi annui e ricorrenti, rispettivamente, pari a € 1.200 e € 3.900.
Cordiali saluti.
lunedì 31 agosto 2009
Nuovo regolamento Isvap sulla remunerazione

Newsletter Anno VII - n°321 - 31 Agosto 2009
Cari Colleghi,
l’Isvap ha messo in pubblica consultazione un nuovo regolamento sulle politiche di remunerazione delle imprese di assicurazione. Scopo di questa normativa è quello di evitare che pratiche eccessivamente sbilanciate sulla realizzazione di risultati di breve termine possano pregiudicare la sana e prudente gestione delle imprese, incoraggiando l’assunzione di un‘eccessiva esposizione al rischio.
Nella predisposizione del testo regolamentare, l’Istituto per la vigilanza del settore assicurativo ha tenuto conto dei più recenti orientamenti emersi a livello internazionale a seguito della crisi, tra cui i Principles for Sound Compensation Practices del Financial Stability Forum dell’aprile 2009 e le Raccomandazioni della Commissione Europea 2009/384/CE e 2009/385/CE del 30 aprile 2009, in materia di politiche di remunerazione.
I principi generali, descritti nell’articolo 4 della bozza di regolamento, prescrivono che:
1. le imprese adottino politiche di remunerazione coerenti con la sana e prudente gestione del rischio e in linea con gli obiettivi strategici, la redditività e l’equilibrio dell’impresa nel lungo termine.
2. Le imprese evitino politiche di remunerazione basate in modo esclusivo o prevalente sui risultati di breve termine, tali da incentivare una eccessiva esposizione al rischio.
3. Le politiche di remunerazione siano soggette a revisione periodica, anche in ragione dell’evoluzione del contesto economico e operativo di riferimento, delle attività e dell’assetto organizzativo dell’impresa.
Tutto molto interessante, si può osservare, fintanto che il regolamento mette un serio vincolo sui compensi dei manager, così come sull’esigenza di maggiore attenzione nella distribuzione di stock option e incentivi di ogni genere.
Ma l’articolo 21 si occupa anche dell’intermediazione: nella definizione delle politiche di remunerazione le imprese dovranno avere cura di assicurare che i compensi e gli incentivi agli intermediari siano coerenti con i principi del regolamento in argomento.
Più d’una osservazione può essere mossa dagli intermediari in merito a questa novella: in primo luogo tale norma comporta il pericolo di introdurre il principio dello jus variandi provvigionale; ma è interessante, per chi scrive, considerare i principi generali che vedono l’Isvap particolarmente attento alla stabilità delle imprese di assicurazione, piuttosto che al sistema assicurativo nel suo complesso.
Con questa ottica, il rischio è quello di affrontare il tema della stabilità delle compagnie di assicurazione, a sfavore degli altri attori del sistema assicurativo. Giacché la modifica della remunerazione degli intermediari può comportare benefici ad una parte, a danno dell’altra. E tutto ciò è particolarmente delicato se si immagina che attraverso tale provvedimento si possa arrivare a determinare una nuova remunerazione dei singoli intermediari impegnati nelle zone più “calde” del paese, oppure nei riguardi di quelle singole agenzie con saldi tecnici problematici.
Come noto, la stabilità e solidità del sistema delle agenzie sono oggi fortemente compromesse da una redditività andata deteriorandosi negli anni, ed in maniera significativa per effetto della riduzione delle entrate dovuta a minori incassi, minori provvigioni, ed alla crescita dei costi, per lo più derivanti dalle nuove incombenze, oltre che a maggiori oneri per tutte le spese in generale.
E allora si inizi a parlare della sana e prudente gestione delle agenzie, scoraggiando l’eccessiva esposizione al rischio di chiusura determinata da una remunerazione del tutto insufficiente a garantire la più professionale intermediazione.
La pubblica consultazione dello schema di regolamento relativo alle politiche di remunerazione nelle imprese di assicurazione scade il 15 ottobre 2009. Le osservazioni vanno inviate all’indirizzo di posta elettronica: remunerazioni@isvap.it.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 3 agosto 2009
Contributo di vigilanza: senza MAV aumentano i costi

Newsletter Anno VII - n°320 - 3 Agosto 2009
Cari Colleghi,
pagare il tributo sulla vigilanza dovuto all’Isvap continua ad essere un’impresa. Il versamento imposto agli iscritti del Registro Unico degli Intermediari di assicurazione e riassicurazione e ai Periti, quale contributo annuale di vigilanza, continua a far penare gli stessi contribuenti.
L’importo è dovuto in forza dell’articolo 336 del DLgs 209/2005, istitutivo del Codice delle assicurazioni, il quale ha fissato, oltre le somme massime, anche la scadenza del 31 luglio di ogni anno per il versamento. Al Ministero dello Sviluppo Economico resta la decretazione degli importi esigibili, sentito l'Isvap, in modo da assicurare la copertura finanziaria degli oneri di vigilanza sugli intermediari.
Il Decreto MiSE del 18/6/2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 30/6/2009, ha determinato la misura dovuta dagli iscritti al 30 maggio 2009 in sezione A (operativi e non): euro 63 per le persone fisiche; euro 292 per le Società.
L’Isvap però, ritiene di non farsi carico delle operazioni d’incasso, e stabilisce di espletare una gara d’appalto per il servizio di riscossione volontaria del contributo di vigilanza degli intermediari di assicurazione e riassicurazione e dei periti assicurativi. Riscossione che in precedenza era affidata alla Società Gerit.
Il capitolato d’appalto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel mese di maggio, fissava in tre anni (2009-2010-2011) la durata della riscossione e articolava i potenziali debitori in circa 44 mila intermediari di assicurazione e riassicurazione e circa 6.500 periti assicurativi, per un totale nel triennio di circa 152 mila posizioni, pari un ammontare annuale complessivo di contributi da riscuotere stimato in 9 milioni di euro, pari a un totale nel triennio di circa 27 milioni.
A contendersi l’appalto tre imprese. Espletate le operazioni di gara, terminate con l’aggiudicazione il 13 luglio scorso, vincitrice è risultata la Italriscossioni srl, per aver offerto 163.180 euro (Iva esclusa) per tutto il triennio contrattuale. A questo punto Italriscossioni ha il compito di: a) produrre il primo avviso di pagamento da inviare a tutti i soggetti debitori con allegato il modello MAV; b) produrre sollecito da inviare a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ai soggetti che non hanno aderito al primo invito; c) rendicontare, anche con digitalizzazione in formato PDF, le ricevute di ritorno o le raccomandate di sollecito.
Ma alla scadenza prevista dal Codice delle assicurazioni, il 31 luglio, dei MAV - che sarebbero dovuti arrivare al domicilio degli intermediari - neanche l’ombra. Intanto sul sito internet della Italriscossioni appare un avviso ai contribuenti: “I servizi informativi e di pagamento relativi al Contributo di Vigilanza Isvap sono già disponibili; per il Mav saranno disponibili lunedì 3 Agosto. Per maggiori informazioni inviare una e-mail a infoisvap@italriscossioni.it”.
A questo punto il Presidente del Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione, Giovanni Metti, prende carta e penna per denunciare all’indirizzo dell’Isvap che sussistono oggettive difficoltà per gli Agenti di assicurazione ad ottemperare – entro il termine del 31 luglio 2009 – al pagamento del contributo, poiché non risultano pervenuti i bollettini Mav da parte della Società Italriscossioni Srl, e che pertanto non potranno imputarsi agli Agenti ritardi nel versamento.
I più maliziosi sostengono che tutto ciò faccia gioco facile per la società di riscossione, anzi una semplice fonte di guadagno, legato alla possibilità di far crescere i versamenti mezzo carta di credito. Infatti, per il caso di versamento con modello Mav, presso le banche convenzionate, non sono previsti ulteriori oneri a carico del debitore. Al contrario, nel caso di versamento tramite transazione elettronica con carta di credito sono previste commissioni di servizio, nonché di e-commerce, che per il versamento dei debitori società, corrisponde a un importo aggiuntivo di 6,86 euro, facendo lievitare il totale dovuto a 298,86 euro. Citando l’Onorevole Andreotti… “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.
Ma per vedere confermata questa maliziosa ipotesi si dovrà attendere l’esito dei dati percentuali che la Italriscossioni si è impegnata a fornire all’Isvap al termine del procedimento, e raffrontarli con quelli dello scorso anno, che segnavano transazioni elettroniche web limitate al 3,4% circa del totale dei pagamenti registrati.
Ma gli intermediari iniziano a chiedersi: perché l’Isvap debba utilizzare risorse economiche per affidare all’esterno il compito di incassare un contributo che dovrà essere poi trasferito e accertato dai suoi servizi interni? Non sono pochi poi, gli intermediari che iniziano a mettere in discussione l’importo complessivo stimato di 9 milioni di euro annui, chiedendosi inoltre, se tutta questa massa di risorse siano effettivamente utili alla loro vigilanza o forse utilizzati anche negli altri servizi.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 27 luglio 2009
Frequenza e costi medi Rcauto 2008

Newsletter Anno VII - n°319 - 27 Luglio 2009
Cari Colleghi,
l’Ania pubblica il Focus Rcauto AniaTrends, sulla frequenza sinistri e costo medio dell’anno 2008.
I dati statistici sono stati elaborati dall’Ania sulla base dati di 32 imprese, cui fa capo il 70% della raccolta premi del 2008. In particolare, sono state raccolte informazioni relative a oltre 27 milioni di assicurati e a circa 2,1 milioni di sinistri accaduti.
A due anni di avvio del nuovo sistema di risarcimento diretto introdotto nel ramo Rcauto il 1° febbraio 2007 - osserva l’Ania -, i dati della statistica trimestrale, aggiornati al 31 dicembre 2008, consentono di effettuare un primo bilancio sugli andamenti degli indicatori tecnici (frequenza sinistri e importo liquidato medio dei pagamenti), per le principali tipologie di veicoli (autovetture, autocarri e motoveicoli).
Tuttavia si precisa che l’analisi dei trend di tali indicatori, rispetto ai valori registrati nel 2007, va fatta tenendo presente due aspetti importanti:
1. Nel 2007 la procedura di indennizzo diretto non ha operato per l’intero anno ma per 11 mesi. Nel 2008 inoltre (anche se su base volontaria) ha riguardato anche i sinistri avvenuti tra assicurati della stessa compagnia. Questo ha sicuramente inciso sull’incidenza dei sinistri CARD (e NOCARD) rispetto al totale dei sinistri gestiti;
2. Queste differenze strutturali alterano il confronto degli indicatori tecnici, calcolati per le diverse tipologie di gestione dei sinistri, soprattutto per quanto riguarda gli importi medi dei sinistri liquidati di generazione corrente che nei due anni sono relativi a periodi di antidurate differenti.
Nel secondo anno di funzionamento del nuovo sistema, l’incidenza dei sinistri rientrati in CARD è stata pari al 75,1% del totale dei sinistri gestiti dalle imprese (che includono quindi anche quelli gestiti fuori convenzione). Questa percentuale risulta in crescita rispetto a quanto osservato nel 2007 (73,7%) per effetto sia di un continuo miglioramento delle procedure informatiche, che hanno accelerato gli ingressi dei sinistri in convenzione, sia per il fatto che sono stati inclusi, anche se su base volontaria, i sinistri avvenuti fra due assicurati della stessa compagnia che erano invece esclusi nei dati del 2007.
La frequenza dei sinistri accaduti (escludendo i sinistri denunciati tardivamente) è in lieve crescita (+2,2%) passando dal 7,72% del 2007 al 7,89% del 2008. Dopo l’aumento già osservato nel 2007 (+3,3%), che ha segnato un’inversione di tendenza dopo anni di diminuzioni, si conferma un ulteriore lieve deterioramento della sinistralità soprattutto per le autovetture ad uso privato e i motoveicoli; migliorano rispetto al 2007 solo gli autocarri. A partire dal 2009, tutte le imprese dovranno obbligatoriamente includere questi sinistri fra i sinistri CARD e quindi l’incidenza in questione è destinata ad aumentare.
Con l’unica eccezione degli autocarri che registrano un miglioramento della frequenza sinistri (-8% per quelli con peso inferiore a 35 quintali e -12% per quelli con peso superiore ai 35 quintali), per le altre tipologie di veicoli si registra un aumento: la frequenza dei sinistri gestiti per le autovetture passa dall’8,41% del 2007 all’8,65% nel 2008 con un aumento di quasi il 3%. Più evidente l’aumento dei motocicli (+7,7%) la cui frequenza dei sinistri gestiti arriva a 5,5% nel 2008 (era 5,1% nel 2007). La sinistrosità appare in sostanza invariata per i ciclomotori con una frequenza dei sinistri gestiti al quarto trimestre 2008 del 3,4%.
Il costo medio dei sinistri accaduti e liquidati nell’anno (cosiddetti sinistri di generazione corrente) è stato pari nel 2008 a € 1.814 (€ 1.640 nel 2007); l’aumento registrato nell’ultimo anno (quasi 11%) è spiegabile principalmente con l’aumento della velocità di liquidazione che, grazie alla nuova procedura di risarcimento diretto, è passata dal 68,9% del 2007 al 72,4% del 2008. Aumentando, infatti, il numero dei sinistri che vengono liquidati in un anno, è implicito nel processo accelerato delle liquidazioni che vengano pagati nel primo anno anche i sinistri più costosi con un effetto di crescita sul liquidato medio dell’anno.
I sinistri che sono stati definitivamente liquidati nel primo anno di osservazione (cosiddetta velocità di liquidazione) rappresentano il 72,4% del totale dei sinistri gestiti. Tale percentuale è in aumento rispetto a quella del 2007, quando era pari al 68,9%. Tale incremento è spiegabile dal fatto che nel corso del 2008, anche se su base volontaria, la procedura di indennizzo diretto ha riguardato anche i sinistri avvenuti tra assicurati della stessa compagnia, accelerandone i tempi di liquidazione.
Considerando le due diverse tipologie di sinistri gestiti dalle imprese, ovvero i sinistri CARD e quelli NOCARD, dalla statistica trimestrale si può stimare che il 76,8% dei sinistri CARD è stato pagato a titolo definitivo nell’anno di denuncia, mentre per quanto riguarda i sinistri NO-CARD la velocità di liquidazione è inferiore e pari al 57,5%. Tale differenza è spiegata dal fatto che, oltre ai sinistri tra più veicoli, nella tipologia NO-CARD rientrano le partite con rilevanti danni alla persona (invalidità permanente del conducente non responsabile superiore a 9 punti, i danni ai passanti e i danni ai terzi trasportati sul veicolo responsabile assicurato dall’impresa) che richiedono generalmente tempi più lunghi per la completa definizione.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 20 luglio 2009
La vigilanza Isvap sugli intermediari nel 2008

Newsletter Anno VII - n°318 - 20 Luglio 2009
Cari Colleghi,
dalla relazione Isvap sull’attività ispettiva si apprende che 55 accertamenti effettuati hanno riguardato il rispetto della normativa da parte di intermediari iscritti in una delle sezioni del RUI (28 alla sezione A, 10 alla B, 2 alla D ed i rimanenti 15 alla E). Le tematiche più frequenti sono state:
· l’informativa sugli obblighi di comportamento;
· l’adeguatezza dei contratti offerti;
· l’obbligo di separazione patrimoniale;
· le modalità d’incasso dei premi;
· l’effettuazione delle comunicazioni relative al conferimento di nuovi incarichi ed alla cessazione di quelli in essere, relativamente ad intermediari già iscritti al RUI.
Gli accertamenti hanno evidenziato, nel complesso, il sostanziale rispetto della normativa, ad eccezione di alcuni aspetti (15 casi) quali:
· la mancata consegna, per alcuni dei contratti di nuova emissione, dei modelli 7/A e 7/B e del questionario di adeguatezza, ovvero l’incompletezza o la contraddittorietà nella compilazione delle diverse sezioni di quest’ultimo;
· l’accettazione, in casi sporadici, dai contraenti di assegni mancanti della clausola di non trasferibilità;
· il versamento nel conto separato dei premi incassati, in contanti, dall’intermediario o dai suoi collaboratori, al netto delle provvigioni loro spettanti;
· il mancato rispetto, per il versamento dei premi nel conto separato, del termine di cinque giorni da quello in cui erano stati ricevuti;
· l’omessa, o ritardata, comunicazione dei nominativi dei nuovi collaboratori o di quelli cessati.
Nei confronti degli intermediari, per i quali è stato accertato il mancato o non corretto adempimento degli obblighi di comportamento, è stato avviato il procedimento sanzionatorio con la contestazione della violazione di una o più disposizioni del regolamento n. 5/2006.
Sono state oggetto di rilievo altresì:
· le modalità con le quali era stata effettuata l’attività di formazione dei collaboratori per i quali era stata chiesta ed ottenuta l’iscrizione alla sezione E del RUI;
· la regolare assunzione di contratti vita, in presenza di un’elevata incidenza di contratti di nuova emissione per i quali era stata verificata la contestualità con il riscatto di una precedente polizza e l’identità tra contraente della polizza riscattata e beneficiario della nuova polizza.
Nel primo caso relativo ad un intermediario bancario, è stato verificato, con l’ausilio della Guardia di Finanza, che l’attività di formazione non era stata effettuata. L’accertamento si è concluso con la cancellazione dal RUI dei collaboratori in questione e con la denuncia all’Autorità Giudiziaria competente per il reato previsto dall’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000. Nel secondo caso l’intermediario aveva dissimulato un’operazione che, nella sostanza, si era concretizzata in una trasformazione di contratto senza quindi fornire ai contraenti un’adeguata informativa nella fase precontrattuale.
Per quanto riguarda l’obbligo di iscriversi ad una delle sezioni del RUI per tutti coloro che esercitano l’attività d’intermediazione assicurativa e riassicurativa, sono state effettuate 13 verifiche presso soggetti non iscritti. In due casi, l’esito degli accertamenti ha portato alla denuncia, presso la competente Procura della Repubblica, del soggetto che avrebbe consumato il reato d’esercizio abusivo dell’attività d’intermediazione assicurativa, in concorso con uno o più iscritti al RUI che si sarebbero avvalsi della sua collaborazione nella proposizione e stipula di contratti di assicurazione.
In altri tre casi, gli accertamenti hanno avuto ad oggetto le modalità d’esercizio di attività di prestazione di servizi qualificabili in astratto come intermediazione assicurativa.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
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