lunedì 12 ottobre 2009

Moody's: outlook negativo sul mercato assicurativo italiano






Newsletter Anno VII - n°327 - 12 Ottobre 2009



Cari Colleghi,
impietoso il giudizio di Moody’s Investors Service sulle prospettive del settore assicurativo. Outlook negativo per il settore assicurativo italiano, in linea con l'outlook negativo espresso per il mercato assicurativo europeo nel suo complesso. Secondo l'agenzia di rating diversamente dagli altri mercati europei, le prospettive negative delle assicurazioni italiane sono riconducibili principalmente ai cambiamenti strutturali del settore e solo in parte alle ripercussioni della crisi finanziaria globale. Lo sostiene Moody’s nel suo nuovo rapporto sulle previsioni per il settore assicurativo in Italia.

Antonello Aquino, analista di Moody's, responsabile per il mercato assicurativo italiano, spiega: "Ci aspettiamo che il carattere competitivo del comparto auto, esacerbato dalla nuova legislazione approvata nel 2007 e nel 2008, e l'evoluzione delle dinamiche della distribuzione di prodotti di bancassicurazione continuino a deprimere la redditività del settore a medio-lungo termine, che difficilmente tornerà in tempi rapidi ai massimi registrati nel 2005. Un fattore più positivo è che il sistema assicurativo italiano ha dimostrato una tenuta maggiore alla crisi finanziaria, in virtù della sua esposizione più modesta a prodotti strutturati, e delle politiche d'investimento prudenziali delle compagnie".

Nei rami vita, Moody’s sottolinea la brusca flessione dei premi dell'attività di bancassicurazione, il maggiore canale distributivo delle polizze vita in Italia, che ha colpito duramente il ramo vita nel 2008, poiché le banche, per ripristinare la loro liquidità interna, hanno promosso la vendita dei propri prodotti, anziché quelli dei loro partner assicurativi. Inoltre, Moody's rileva che la vendita di prodotti investment-linked ha subito una battuta d'arresto con il crollo dei listini azionari e l'insolvenza di Lehman Brothers registrata nella seconda metà del 2008.

Nel primo semestre 2009 i premi tradizionali venduti tramite il canale della bancassicurazione hanno registrato un recupero grazie al lancio di nuovi prodotti con "specifica provvista di attivi". Tuttavia, l’agenzia di rating rimane cauta circa la sostenibilità della crescita dei premi generata da questi prodotti, alla luce della sua redditività molto bassa e a volte negativa in termini di market-consistent embedded value.

Per quanto riguarda i rami danni, Moody's osserva che negli ultimi anni ci sono stati una serie di cambiamenti strutturali: l'introduzione del risarcimento diretto nel 2007 e la legge Bersani nel 2008, che hanno acuito il deterioramento della redditività nel comparto Rcauto. Inoltre, la diminuzione delle immatricolazioni di nuove vetture e il maggiore tasso di penetrazione della concorrenza estera esercitano pressioni sulle tariffe, che non giovano al settore.

"Nel primo semestre 2009 i leader di mercato hanno dato inizio ad una campagna di innalzamento dei prezzi dell'assicurazione auto a seguito del notevole deterioramento del rapporto sinistri/premi del settore auto. Tuttavia, Moody's ritiene che i benefici dell'iniziativa incideranno sui risultati delle compagnie assicurative solo a partire dal 2010, mentre i risultati tecnici della gestione caratteristica nel ramo danni resteranno depressi nel 2009", precisa Aquino. Inoltre, la crescente presenza di operatori stranieri, pur non minando la leadership consolidata delle compagnie più affermate, dovrebbe contribuire ai modesti livelli di redditività del settore rispetto ai massimi del 2005.

L’Agenzia Moody’s, ritiene poi probabile che la recessione, solo di recente tangibile a livello di economia reale in Italia, provochi un incremento del numero di casi di risarcimento fraudolenti; è del parere inoltre, che le compagnie assicurative italiane debbano far fronte ad un incremento dei costi di distribuzione al fine di conservare i loro attuali servizi agenziali, sulla scia della fine della distribuzione esclusiva introdotta dalla legge Bersani.

Su questo ultimo aspetto, gli agenti di assicurazione attendono con ansia il ritorno alla redditività. Lasciate nelle mani delle imprese parte delle provvigioni, negli anni difficili del ramo Rcauto, intorno al 1999, oggi le agenzie devono fare i conti con la realtà dei costi che hanno inesorabilmente aggredito i conti economici. Se vi sarà un incremento dei costi distributivi pertanto, non sarà quindi legato al divieto delle clausole di esclusiva nei mandati agenziali, ma ad un ritrovato senso di responsabilità delle imprese che, ci si augura, vorranno giustamente conservare gli elevati livelli di servizio offerto dalle agenzie.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 5 ottobre 2009

Il Forum dei Gaa: Subito un tavolo per Sna-Unapass e Ania

Newsletter Anno VII - n°326 - 05 Ottobre 2009



Cari Colleghi,
rinnovata fiducia nella Federazione unitaria SNA-Unapass e mandato esclusivo a trattare il rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti-Imprese. È questo il contenuto alla base del deliberato degli Esecutivi Nazionali dei Gruppi Aziendali iscritti alle due associazioni di categoria degli agenti di assicurazione. Nel documento approvato per acclamazione nel corso del Forum dei Gaa, gli Esecutivi Nazionali hanno anche manifestato la volontà di costituzione di tavoli di consultazione e di analisi sulle problematiche e opportunità che incidono sulla redditività dell’agenzia.

Il Forum dei GAA svoltosi lo scorso 29 marzo presso l’Executive Ata Hotel di Milano, ha rispecchiato fedelmente le linee guida contenute già nel documento di proposta del Presidente del Comitato dei Gruppi Aziendali Agenti, Maurizio Pacchioni. I temi sono sempre quelli che più attanagliano gli Agenti di assicurazione: la crisi di redditività in primo luogo, ma anche costi di gestione aggravati dall’accresciuta burocrazia e dai modelli di business, messi in atto dalle imprese con le loro controllate dirette; sempre più spesso in concorrenza sleale con gli intermediari professionali.

Il dibattito aperto con le relazioni dei Presidenti Sna-Unapass, Giovanni Metti e Massimo Congiu, che hanno rimarcato le cose fatte nel corso dell’anno, e le cose da fare. In primis è stata sottolineata l’importante conferma della distribuzione plurimandataria, messa in pericolo dalla lobby dell’Ania. Azione che ha incontrato la compatta resistenza della categoria, unita nella Federazione Sna-Unapass, a salvaguardia degli interessi dei consumatori. Ma anche la ferma contrarietà alla distribuzione di polizze pluriennali; un vincolo inadeguato alle esigenze del mercato. Confermata inoltre la volontà di proseguire nell’obiettivo dell’aggregazione in un unico soggetto di rappresentanza di categoria, argomento particolarmente a cuore del Presidente Metti. Non ultima la ferma posizione contro l’Ania, che con pretestuose motivazioni intende differire il rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti scaduto da oltre 3 anni.

Il Forum è stato straordinariamente fruttifero di risultati, tra i quali l’organizzazione di articolati tavoli di confronto che potranno valorizzare scambi di esperienze e meglio supportare il confronto interno con le singole imprese. Al di la dei contenuti, si può sottolineare il raggiungimento di un nuovo metodo di lavoro che accompagnerà l’azione delle associazioni di categoria e dei Gaa nel prossimo futuro.

Il documento conclusivo.
GLI ESECUTIVI NAZIONALI DEI GRUPPI AZIENDALI AGENTI ISCRITTI ALLE DUE ASSOCIAZIONI NAZIONALI DI CATEGORIA
riuniti in Milano il 29 settembre 2009, sentiti gli interventi dei relativi rappresentanti, esprimono piena fiducia alla Federazione Unitaria SNA-Unapass riconoscendo il ruolo fondamentale ed insostituibile che esercita a favore di tutta la categoria;
preso atto del rifiuto ingiustificato dell’Ania di trattare con le rappresentanze di categoria il rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti 2003, scaduto il 31 dicembre 2006;
vista l’intenzione dell’Ania di trasferire la trattativa all’interno delle singole contrattazioni aziendali;
considerando la grave crisi di redditività che stanno vivendo le agenzie;
DELIBERANO
· di confermare piena titolarità alla Federazione Unitaria SNA-Unapass per la trattazione in esclusiva del rinnovo dell’Accordo Nazionale Agenti 2003 detto “ANA”;
· di rinunciare ad assumere qualsiasi impegno diretto in materia di rinnovo dell’ANA;
· di invitare la Federazione Unitaria SNA-Unapass a concordare con l’Ania la data di inizio della trattativa sul rinnovo dell’ANA;
· di impegnarsi fin d’ora ad aderire a tutte le iniziative promosse dalla Federazione Unitaria SNA-Unapass, allo scopo di indurre l’Ania alla definizione di un accordo che deve trovare al più presto la sua naturale applicazione;
· di costituire tavoli di consultazione e di analisi sulle problematiche e opportunità che incidono sulla redditività dell’agenzia (rcauto, sinistri, costi gestionali ecc.).
Gli Esecutivi Nazionali dei Gruppi Aziendali Agenti danno mandato alla Federazione Unitaria SNA-Unapass di perseguire in via prioritaria lo scopo indicato nella presente delibera.
APPROVATO PER ACCLAMAZIONE

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 28 settembre 2009

Settimana di formazione SNA: aggiornati oltre 500 agenti

Newsletter Anno VII - n°325 - 28 Settembre 2009



Cari Colleghi,
si è concluso con successo, venerdì 25 settembre, il progetto di formazione che lo Sna ha dedicato ai suoi iscritti per lo studio del provvedimento Isvap 2720; provvedimento che ha modificato il Regolamento sulla intermediazione assicurativa.

Oltre 500 Agenti hanno preso parte ai lavori nell’aula virtuale del laboratorio assicurativo Assilearning. Si è trattato di una innovativa formula di formazione in video conferenza web, frutto della creatività della Commissione Formazione Sna.

“Dobbiamo considerare l’apprendimento una componente permanente della nostra vita professione e di quella di ciascun collaboratore. Dobbiamo interpretare l’acquisizione di nuove conoscenze e l’approfondimento di quelle già possedute, quale elemento di evoluzione, di crescita, di miglioramento del valore professionale degli agenti di assicurazione. Se questa iniziativa potrà contribuire, anche minimamente, a questi scopi, potrò ritenermi soddisfatto” - ha commentato Claudio Demozzi, componente dell’esecutivo nazionale Sna, responsabile dell’area formazione.

D’altro canto, la competenza professionale degli Agenti è un patrimonio indiscusso e, - come sostiene Demozzi - “la fame di conoscenza, sicuramente porterà nella strada della vera libertà imprenditoriale”, al quale tiene tanto il Sindacato Nazionale Agenti.

La settimana formativa è stata possibile grazie all’affidabile piattaforma Assilearning, collaudato laboratorio istruttivo che opera da diversi anni, ancor prima che le determinazioni di legge ne prevedessero l’obbligatorietà. L’interattività del laboratorio, assicurato da un modernissimo software di gestione dell’audio video in web-conference, comprensivo di lavagna chat, ha permesso di confrontarsi sulla operatività dettata dalle nuove norme, e delle sue più problematiche applicazioni. Centinaia di domande dell’uditorio hanno sempre trovato risposta dei relatori ed esperti. Si sono alternati nelle docenze: Alfonso Peccio, responsabile area legale Sna; Claudio Demozzi, responsabile area formazione Sna; Domenico Fumagalli, consulente Sna, componente del collegio di garanzia Isvap; Paolo D’Agostino, titolare Assilearning; Andrea Maura, Avvocato formatore Assilearning.

L’iniziativa Sna, largamente apprezzata, premia uno sforzo organizzativo e la collaborazione con il laboratorio del Dott. Paolo D’Agostino. I partecipanti che hanno superato il test di valutazione delle competenze acquisite beneficeranno di un attestato per 8 ore di aggiornamento professionale, di cui 4 ore valide per la formazione d’aula.

La nuova commissione formazione Sna, composta da: Claudio Demozzi, Tiziana Belotti, Franco Curto, Gaetano Nocera, Roberto Soldati, Paolo Soravia, Antonio Zottoli, ha in animo ulteriori iniziative; anche agevolando l’accesso a progetti formativi finanziati, come quelli del Fondo For.Te (Fondo paritetico interprofessionale nazionale per la formazione continua del terziario). L’adesione degli agenti al fondo è semplice e gratuita, è sufficiente indicare il codice “FITE” sul modello Inps DM10/2, quadro B, anche attraverso il proprio consulente del lavoro.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 14 settembre 2009

Con il contributo Sna, giornata di studio sulla previdenza complementare






Newsletter Anno VII - n°323 - 14 Settembre 2009



Cari Colleghi,
con il contributo del Coordinamento Regionale della Sardegna del Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione, l’Università degli studi di Cagliari, del Fondo Pensione Agenti professionisti di assicurazione; l’Associazione Internazionale di Diritto delle Assicurazioni - Aida Sardegna - ha programmato una giornata di studio dedicata alla previdenza complementare: “I PRODOTTI DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE ED IMPRESE DI ASSICURAZIONE: TIPOLOGIA, DISTRIBUZIONE E TUTELE”.

L’appuntamento è per Venerdì 25 settembre 2009, con inizio dei lavori alle ore 9:00, presso l’Auditorium della Banca di Credito Sardo di Cagliari (ex cis). Accademici di chiara fama nazionale proporranno una visione globale degli aspetti legati alla previdenza complementare assicurativa.

In seguito al prolungamento della vita media, il sistema di previdenza pubblico è passato al calcolo così detto contributivo. Questo passaggio determinerà un abbassamento degli importi delle pensioni e, quindi, la necessità di integrare le prestazioni pubbliche con una pensione complementare. Il problema sociale che si presenta, è quello di far comprendere l’importanza di compiere una scelta sulla previdenza complementare. Oggi è sempre più rilevante fornire ai lavoratori, ed in particolare per quelli più giovani, un’informazione adeguata perché prendano consapevolezza della propria condizione previdenziale pubblica, e sappiano scegliere la soluzione a loro più ottimale nell’ambito dell’offerta della previdenza complementare.

La giornata di studio indirizzata alla comunità scientifica del diritto previdenziale e delle assicurazioni, agli intermediari assicurativi, agli avvocati, ai consulenti del lavoro, agli studenti universitari, e a tutti coloro che operano in ambiti legati alla previdenza, sarà occasione di approfondimento degli strumenti oggi disponibili, nella considerazione che un ampio bacino di potenziali aderenti si porranno, in tempi non lunghi, il problema di accrescere e integrare la loro futura pensione obbligatoria. E il sistema della previdenza complementare deve essere pronto ad assicurare la più esperta consulenza.

Saliranno sul podio: Prof. Sandro Amorosino, Università di Roma La Sapienza; Prof. Gabriele Racugno, Università di Cagliari; Prof. Michele Siri, Università di Genova; Prof. Agostino Gambino, Università di Roma La Sapienza; Prof. Pierpaolo Marano, Università della Calabria; Prof.ssa Giuliana Martina, Università di Venezia; Prof. Paoloefisio Corrias, Università di Cagliari; Prof. Claudio Russo, Università di Roma La Sapienza; Prof. Gianluca Romagnoli, Università di Padova; Dott.ssa Elisabetta Piras, Università di Cagliari. È in programma inoltre, l'intervento del Dott. Lucio Modestini, Presidente del Fondo Pensione Agenti professionisti di assicurazione.

La giornata di studio è accreditata per la formazione professionale continua degli intermediari delle assicurazioni (4 ore d’aula, superato il test finale, accredito del Coordinamento Sna della Sardegna); avvocati (4 crediti, accredito Ordine degli Avvocati di Cagliari); consulenti del lavoro (4 crediti, accredito Ordini dei Consulenti del lavoro della Sardegna).

La partecipazione alla giornata di studio è gratuita e libera. È tuttavia richiesta la preiscrizione, comunicando i propri dati alla segreteria organizzativa, fax 070 682975.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 7 settembre 2009

Cresce la nuova produzione vita con il ramo I


Newsletter Anno VII - n°322 - 7 Settembre 2009






Cari Colleghi,
in luglio i premi relativi al lavoro complessivo delle nuove polizze individuali sulla vita hanno registrato una crescita del 55,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; da inizio anno i premi hanno raggiunto € 34 mld, il 26,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Ne da notizia Aniatrends, periodico dell’ufficio statistiche e studi attuariali Ania.

Le imprese italiane ed extra-U.E. in luglio hanno emesso nuove polizze prevalentemente mediante il canale bancario e postale per premi pari a € 2,7 mld, facendo registrare un incremento del 38,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno; da gennaio, la raccolta premi di questo canale è risultata pari a € 22,6 mld, con un aumento del 38,5%.

Anche il canale agenti risulta in crescita con nuovi premi pari a € 574 mln (+11,8% rispetto a luglio del 2008). A fronte di premi pari a € 3,5 mld è invece in calo la raccolta da inizio anno (-2,8%). I premi raccolti presso le imprese (agenzie in economia) segnano quasi il 40% in più rispetto a luglio 2008, con premi che hanno superato € 130 mln; ciononostante la raccolta premi da inizio anno è ancora lievemente negativa (-1,8%). Per il canale agenti e agenzie in economia, è aumentata la raccolta delle polizze di ramo I (+25,6% rispetto a luglio 2008) a fronte di € 614 mln di premi. Stessa tendenza si è osservata sul ramo V che con € 60 mln di premi è cresciuto del 57,4%. Da gennaio i premi relativi al ramo I, del canale agenti e agenzie in economia, sono ammontati a € 3,7 mld mentre quelli di ramo V sono stati pari a € 512 mln. Le nuove emissioni relative a prodotti linked sono ancora in forte calo. A tale risultato, nonostante i premi relativi a prodotti unit siano cresciuti di oltre il 50%, vi ha contribuito l’interruzione delle sottoscrizioni di prodotti index. Da inizio anno il volume premi relativo a prodotti linked è stato pari a € 140 mln con un calo che ha sfiorato l’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per un ammontare che è stato pari a € 22 mln, la raccolta dei nuovi premi/contributi relativa a forme pensionistiche individuali si è concentrata verso prodotti di tipo PIP. Circa l’83% dei contratti stipulati è a premio unico, mentre il restante 17% è rappresentato da contratti a premio periodico.

In forte espansione l’attività intermediata dai promotori finanziari, con premi pari a € 1,1 mld, (era pari a € 151 mln nel 2008). La buona performance degli ultimi mesi di questo canale ha portato la raccolta premi da inizio anno a € 4,8 mld, con un volume più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2008.

Con premi superiore a € 4 mld, i prodotti di ramo I rimangono, in luglio, quelli più diffusi. Da gennaio si è consolidata una raccolta in evidente ripresa, nel ramo I, rispetto allo stesso periodo del 2008: i premi, pari a € 28,0 mld, sono quasi triplicati rispetto all’anno precedente.

A fronte di € 151 mln anche i premi di ramo V sono cresciuti sensibilmente rispetto a luglio 2008 (+120,8%); da inizio anno la raccolta complessiva è stata pari a € 1,3 mld.

Il mercato delle nuove polizze “linked” continua a contrarsi: includendo anche i nuovi premi di luglio (€ 287 mln), da inizio anno si registra per il ramo III una riduzione che sfiora l’80%. I premi si riferiscono principalmente a prodotti di tipo unit (€ 1,9 mld), con una diminuzione del 69,6% rispetto allo stesso periodo del 2008. Con un volume premi inferiore (circa € 600 mln) le polizze index hanno registrato una contrazione di circa il 90%.

Da gennaio i premi/contributi relativi alle nuove adesioni individuali a fondi pensione aperti sono stati pari a € 14 mln; considerando anche i PIP, i premi/contributi hanno raggiunto € 218 mln (-34,8% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente). L’importo medio dei premi unici è stato di € 26.600, quello dei premi annui e ricorrenti, rispettivamente, pari a € 1.200 e € 3.900.

Cordiali saluti.

lunedì 31 agosto 2009

Nuovo regolamento Isvap sulla remunerazione





Newsletter Anno VII - n°321 - 31 Agosto 2009



Cari Colleghi,
l’Isvap ha messo in pubblica consultazione un nuovo regolamento sulle politiche di remunerazione delle imprese di assicurazione. Scopo di questa normativa è quello di evitare che pratiche eccessivamente sbilanciate sulla realizzazione di risultati di breve termine possano pregiudicare la sana e prudente gestione delle imprese, incoraggiando l’assunzione di un‘eccessiva esposizione al rischio.

Nella predisposizione del testo regolamentare, l’Istituto per la vigilanza del settore assicurativo ha tenuto conto dei più recenti orientamenti emersi a livello internazionale a seguito della crisi, tra cui i Principles for Sound Compensation Practices del Financial Stability Forum dell’aprile 2009 e le Raccomandazioni della Commissione Europea 2009/384/CE e 2009/385/CE del 30 aprile 2009, in materia di politiche di remunerazione.

I principi generali, descritti nell’articolo 4 della bozza di regolamento, prescrivono che:
1. le imprese adottino politiche di remunerazione coerenti con la sana e prudente gestione del rischio e in linea con gli obiettivi strategici, la redditività e l’equilibrio dell’impresa nel lungo termine.
2. Le imprese evitino politiche di remunerazione basate in modo esclusivo o prevalente sui risultati di breve termine, tali da incentivare una eccessiva esposizione al rischio.
3. Le politiche di remunerazione siano soggette a revisione periodica, anche in ragione dell’evoluzione del contesto economico e operativo di riferimento, delle attività e dell’assetto organizzativo dell’impresa.

Tutto molto interessante, si può osservare, fintanto che il regolamento mette un serio vincolo sui compensi dei manager, così come sull’esigenza di maggiore attenzione nella distribuzione di stock option e incentivi di ogni genere.

Ma l’articolo 21 si occupa anche dell’intermediazione: nella definizione delle politiche di remunerazione le imprese dovranno avere cura di assicurare che i compensi e gli incentivi agli intermediari siano coerenti con i principi del regolamento in argomento.


Più d’una osservazione può essere mossa dagli intermediari in merito a questa novella: in primo luogo tale norma comporta il pericolo di introdurre il principio dello jus variandi provvigionale; ma è interessante, per chi scrive, considerare i principi generali che vedono l’Isvap particolarmente attento alla stabilità delle imprese di assicurazione, piuttosto che al sistema assicurativo nel suo complesso.

Con questa ottica, il rischio è quello di affrontare il tema della stabilità delle compagnie di assicurazione, a sfavore degli altri attori del sistema assicurativo. Giacché la modifica della remunerazione degli intermediari può comportare benefici ad una parte, a danno dell’altra. E tutto ciò è particolarmente delicato se si immagina che attraverso tale provvedimento si possa arrivare a determinare una nuova remunerazione dei singoli intermediari impegnati nelle zone più “calde” del paese, oppure nei riguardi di quelle singole agenzie con saldi tecnici problematici.

Come noto, la stabilità e solidità del sistema delle agenzie sono oggi fortemente compromesse da una redditività andata deteriorandosi negli anni, ed in maniera significativa per effetto della riduzione delle entrate dovuta a minori incassi, minori provvigioni, ed alla crescita dei costi, per lo più derivanti dalle nuove incombenze, oltre che a maggiori oneri per tutte le spese in generale.

E allora si inizi a parlare della sana e prudente gestione delle agenzie, scoraggiando l’eccessiva esposizione al rischio di chiusura determinata da una remunerazione del tutto insufficiente a garantire la più professionale intermediazione.

La pubblica consultazione dello schema di regolamento relativo alle politiche di remunerazione nelle imprese di assicurazione scade il 15 ottobre 2009. Le osservazioni vanno inviate all’indirizzo di posta elettronica: remunerazioni@isvap.it.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 3 agosto 2009

Contributo di vigilanza: senza MAV aumentano i costi






Newsletter Anno VII - n°320 - 3 Agosto 2009



Cari Colleghi,
pagare il tributo sulla vigilanza dovuto all’Isvap continua ad essere un’impresa. Il versamento imposto agli iscritti del Registro Unico degli Intermediari di assicurazione e riassicurazione e ai Periti, quale contributo annuale di vigilanza, continua a far penare gli stessi contribuenti.

L’importo è dovuto in forza dell’articolo 336 del DLgs 209/2005, istitutivo del Codice delle assicurazioni, il quale ha fissato, oltre le somme massime, anche la scadenza del 31 luglio di ogni anno per il versamento. Al Ministero dello Sviluppo Economico resta la decretazione degli importi esigibili, sentito l'Isvap, in modo da assicurare la copertura finanziaria degli oneri di vigilanza sugli intermediari.

Il Decreto MiSE del 18/6/2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 30/6/2009, ha determinato la misura dovuta dagli iscritti al 30 maggio 2009 in sezione A (operativi e non): euro 63 per le persone fisiche; euro 292 per le Società.

L’Isvap però, ritiene di non farsi carico delle operazioni d’incasso, e stabilisce di espletare una gara d’appalto per il servizio di riscossione volontaria del contributo di vigilanza degli intermediari di assicurazione e riassicurazione e dei periti assicurativi. Riscossione che in precedenza era affidata alla Società Gerit.

Il capitolato d’appalto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel mese di maggio, fissava in tre anni (2009-2010-2011) la durata della riscossione e articolava i potenziali debitori in circa 44 mila intermediari di assicurazione e riassicurazione e circa 6.500 periti assicurativi, per un totale nel triennio di circa 152 mila posizioni, pari un ammontare annuale complessivo di contributi da riscuotere stimato in 9 milioni di euro, pari a un totale nel triennio di circa 27 milioni.

A contendersi l’appalto tre imprese. Espletate le operazioni di gara, terminate con l’aggiudicazione il 13 luglio scorso, vincitrice è risultata la Italriscossioni srl, per aver offerto 163.180 euro (Iva esclusa) per tutto il triennio contrattuale. A questo punto Italriscossioni ha il compito di: a) produrre il primo avviso di pagamento da inviare a tutti i soggetti debitori con allegato il modello MAV; b) produrre sollecito da inviare a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ai soggetti che non hanno aderito al primo invito; c) rendicontare, anche con digitalizzazione in formato PDF, le ricevute di ritorno o le raccomandate di sollecito.

Ma alla scadenza prevista dal Codice delle assicurazioni, il 31 luglio, dei MAV - che sarebbero dovuti arrivare al domicilio degli intermediari - neanche l’ombra. Intanto sul sito internet della Italriscossioni appare un avviso ai contribuenti: “I servizi informativi e di pagamento relativi al Contributo di Vigilanza Isvap sono già disponibili; per il Mav saranno disponibili lunedì 3 Agosto. Per maggiori informazioni inviare una e-mail a infoisvap@italriscossioni.it”.

A questo punto il Presidente del Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione, Giovanni Metti, prende carta e penna per denunciare all’indirizzo dell’Isvap che sussistono oggettive difficoltà per gli Agenti di assicurazione ad ottemperare – entro il termine del 31 luglio 2009 – al pagamento del contributo, poiché non risultano pervenuti i bollettini Mav da parte della Società Italriscossioni Srl, e che pertanto non potranno imputarsi agli Agenti ritardi nel versamento.

I più maliziosi sostengono che tutto ciò faccia gioco facile per la società di riscossione, anzi una semplice fonte di guadagno, legato alla possibilità di far crescere i versamenti mezzo carta di credito. Infatti, per il caso di versamento con modello Mav, presso le banche convenzionate, non sono previsti ulteriori oneri a carico del debitore. Al contrario, nel caso di versamento tramite transazione elettronica con carta di credito sono previste commissioni di servizio, nonché di e-commerce, che per il versamento dei debitori società, corrisponde a un importo aggiuntivo di 6,86 euro, facendo lievitare il totale dovuto a 298,86 euro. Citando l’Onorevole Andreotti… “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Ma per vedere confermata questa maliziosa ipotesi si dovrà attendere l’esito dei dati percentuali che la Italriscossioni si è impegnata a fornire all’Isvap al termine del procedimento, e raffrontarli con quelli dello scorso anno, che segnavano transazioni elettroniche web limitate al 3,4% circa del totale dei pagamenti registrati.

Ma gli intermediari iniziano a chiedersi: perché l’Isvap debba utilizzare risorse economiche per affidare all’esterno il compito di incassare un contributo che dovrà essere poi trasferito e accertato dai suoi servizi interni? Non sono pochi poi, gli intermediari che iniziano a mettere in discussione l’importo complessivo stimato di 9 milioni di euro annui, chiedendosi inoltre, se tutta questa massa di risorse siano effettivamente utili alla loro vigilanza o forse utilizzati anche negli altri servizi.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas