martedì 25 maggio 2010

L'Antitrust fa sul serio, aperta indagine sulla Rcauto












Newsletter Anno VIII - n°354 - 24 Maggio 2010



Cari Colleghi,
l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), avvia un’indagine sui prezzi delle assicurazioni auto obbligatorie.

La notizia di un intervento dell’AGCM non è inaspettata. Da tempo le associazioni consumeristiche denunciano gli esagerati aumenti della Rcauto. I premi assicurativi sempre più salati, soprattutto per alcune aree del paese, stanno mettendo in difficoltà le famiglie, ed a rischio la possibilità stessa di poter coprire il rischio per molte di queste. Ma l’autorità intende fare chiarezza, decisa a comprendere quali siano i motivi di una crescita delle tariffe medie di circa il 15%, con punte di oltre il 30%, registrata nell’ultimo anno; e questo nonostante i numerosi interventi legislativi e regolatori degli ultimi cinque anni, tutti finalizzati a rendere il comparto più competitivo.

L’Autorità guidata da Antonio Catricalà sembra fare molto sul serio, considerato che desidera analizzare l’andamento dei prezzi effettivi e dei costi del settore, ed in particolare la procedura di risarcimento diretto che dopo tre anni di applicazione non ha portato l’attesa riduzione. Andando ad ipotizzare introduzione di correttivi per rimuovere tutti gli eventuali ostacoli che impediscono la piena concorrenza. Ma saranno sotto osservazione anche le diverse politiche di controllo dei costi dei risarcimenti adottate dalle compagnie, le politiche commerciali effettuate in termini di ristrutturazione dei portafogli clienti, le aree del territorio nazionale coperte, tipologie di veicoli assicurati e rischi assunti, ed i conseguenti effetti sulla domanda e sul confronto competitivo dell’offerta.

Da parte sua l’Ania nega che ci sia un’emergenza Rcauto, ed accusa l’ex Ministro delle Attività Produttive, Pierluigi Bersani, di aver introdotto norme che hanno prodotto la crescita dei costi. Il Presidente dell’Associazione dell’industria assicurativa, Fabio Cerchiai, ha anche puntato l’indice verso il Tribunale di Milano che ha adottato nuove tabelle di risarcimento per le grandi invalidità, poi fatte proprie da molte altre sedi giudiziarie. Mentre il provvedimento parlamentare che ne avrebbe dovuto regolamentare la materia è rimasto fermo, così come si è fermata la proposta dell’agenzia antifrode.

L’Isvap dal canto suo, ha criticato la politica dei rincari adottata dalle compagnie, ed ha avviato una propria specifica indagine sulla consistenza ed efficienza delle strutture liquidative delle imprese; considerate la principale leva di controllo diretto dei costi e dei prezzi praticati. Gli esiti dell’indagine e le iniziative d’intervento correttivo sono al vaglio dell’Autorità di Vigilanza, e si presume che saranno rese pubbliche in occasione della consueta relazione annuale prevista il prossimo 8 giugno.

La Rcauto è sempre stata caratterizzata dalle polemiche. E le politiche industriali altalenanti, messe in atto dalle imprese, non hanno fornito elementi di stabilità. In differenti periodi storici l’assicurazione obbligatoria degli automobilisti è stata trattata da cenerentola, per poi essere promossa a ramo di primaria importanza strategica. Le imprese hanno fatto susseguire politiche commerciali a volte disinteressate ed altre volte aggressive. E la distribuzione professionale agenziale ben poco o niente ha potuto fare, privata della possibilità pratica di poter fare veramente la differenza con la propria consulenza professionale. Rinchiuse in rapporto monomandatario, per mancanza di disponibilità delle imprese al rilascio di mandati integrativi, le agenzie non sono in grado di rispondere adeguatamente alle richieste di maggiore concorrenza, sottratte della opportunità competitiva aperta dalle Leggi 248/2006 e 40/2007, le famose Leggi Bersani.

L’Unica concorrenza che conoscono le agenzie è quella delle compagnie dirette, Attaccate quotidianamente da campagne stampa, pure discutibili, le agenzie soffrono la persistente perdita di quote di mercato, e si badi bene che queste iniziative sono orientate soltanto a favore quella nicchia di clienti più profittevoli. Quelli che dispongono di profili di rischio molto contenuti e che vengono progressivamente scippati alla distribuzione professionale, con proposte di risparmio fino anche del 50%. Quota ben al di sopra dei costi dell’intermediazione professionale, e che dimostra, se ve ne fosse ancora bisogno, la produttività dello stesso rischio per l’impresa.

Tra le altre conseguenze, c’è quella che alle agenzie restano i clienti meno profit, con caratteristiche di rischio meno attraenti per le imprese dirette; clienti al quale si chiedono aumenti tariffari smisurati per equilibrare un rapporto Sinistri/Premi instabile. Clienti che ricercano possibilità di risparmio per loro inesistenti. Così i rapporti S/P delle agenzie crescono e nulla sembra che si possa fare, oltre che aumentare la loro tariffa. Ma come tacere sulle campagne pubblicitarie che si susseguono alternandosi su tutti i media. In questi giorni è in onda il claim di una diretta che recita “meno spesa, più servizio” lasciando intendere la possibilità di ricevere di più, a prezzi decisamente più bassi. Insomma, roba che: “se non ti assicuri con noi, sei proprio cretino”. Ora, considerato che questa campagna è messa in onda da una compagnia diretta appartenente ad un gruppo assicurativo con la maggiore quota di mercato nella Rcauto (circa il 23%), quasi 1 cliente su 4 è evidentemente già assicurato presso il gruppo, questa pratica assume le vesti del paradossale. La conclusione è quella di spogliare le agenzie dei loro migliori clienti, puntando dritti verso il chiaro disegno della disintermediazione professionale. Si sollecita il pubblico a spendere meno, per la polizza Rcauto, rispetto a quanto 1 cliente su 4 già paga presso le “proprie” agenzie, ed in più promettendo un servizio migliore rispetto a quello delle stesse proprie agenzie professionali. Evidentemente ce ne sarebbe abbastanza per interrompere qualsiasi rapporto industriale tra Gruppi aziendali agenti e Imprese. Ai Gaa spetta dunque rilanciare le proprie rivendicazioni, piuttosto che sottoscrivere patti di fedeltà, che le agenzie soffrono; insani accordi che allungano spesso l’agonia ma che non sanano i conti sempre più in rosso.

Ed allora è benvenuta la notizia dell’indagine sui prezzi delle assicurazioni auto obbligatorie. Perché sia fatta luce su tutti gli aspetti distorsivi posti in essere, e siano individuati gli elementi che ostacolano comportamenti pro-concorrenziali. A partire dalla piena applicazione del plurimandato agenziale entrato nel nostro ordinamento dal 2006, e che stenta a decollare. Impegnando le imprese, in questo senso, a diffondere la cultura della concorrenza. Ma anche migliorando le norme sui trust. La ricerca e l’analisi presentata da Claudio Demozzi, componente l’Esecutivo Nazionale Sna - durante il Road Show conclusosi lo scorso 7 maggio alla tappa di Firenze - ha posto bene in evidenza le criticità del mercato nostrano, tra le quali svetta l’atipica concentrazione rispetto ai Paesi Europei esaminati. I primi cinque gruppi assicurativi controllano in Italia il 71% del mercato, contro il 42% del mercato Tedesco, 44% della Spagna, e ancora contro il 49% controllato dai primi cinque gruppi operanti nel Regno Unito, dove però opera una realtà come quella dei Lloyd’s, con 1.017 imprese attive nel 2008; contro le 243 imprese Italiane, su popolazione simile.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 17 maggio 2010

Il costo medio dei sinistri Rcauto liquidati nell'anno di accadimento è in riduzione

Newsletter Anno VIII - n°353 - 17 Maggio 2010





Cari Colleghi,
diminuisce il costo medio dei sinistri Rcauto di generazione corrente nel 2009. L’Ania ha pubblicato i dati del Focus Rcauto su Ania Trends n.17- maggio 2010, pubblicazione dell’ufficio statistiche e studi attuariali.

È risultato pari a 1.737 euro il costo medio dei sinistri liquidati a titolo definitivo nel 2009, ovvero il valore medio dei sinistri liquidati nello stesso anno di accadimento (cosiddetti sinistri di generazione corrente). La riduzione è stata pari al 1,60%, Il costo nel 2008 era risultato di 1.764 euro.

Nel dettaglio delle singole tipologie di veicolo si riscontrano riduzioni più marcate. La maggiore riduzione registrata è quella del settore Autocarri con peso complessivo maggiore di 35 q.li, con un importo medio liquidato di generazione corrente 2009, pari a 1.870 euro (-8,5%) era di 2.043 euro nel 2008. A seguire la riduzione dell’importo medio liquidato del settore dei Motocicli (-5%), passato da 2.409 euro del 2008 al 2.289 euro di costo medio nel 2009. Per le autovetture la riduzione registrata del costo medio dei sinistri 2009 è stata pari a -1,5%, 1.713 euro (1.739 nel 2008). Per gli autocarri fino a 35 q.li ed i ciclomotori la riduzione del costo medio è stata rispettivamente -1% e -0,3%.

Si tratta di dati osservati da 41 imprese che rappresentano circa l’85% della raccolta premi del 2009. In particolare, sono state raccolte informazioni relative a 33,5 milioni di assicurati e a oltre 2,6 milioni di sinistri accaduti. Pertanto significativi dell’andamento nazionale.

L’80,9% dei sinistri ha generato delle tipologie di danno conformi ai principi di applicabilità della convenzione CARD: 4 sinistri su 5 di quelli accaduti e denunciati nel 2009 sono rientrati nella procedura, che, come noto, riguarda sinistri dove risultano coinvolti soltanto due veicoli, entrambi identificati, regolarmente assicurati e immatricolati in Italia; se uno dei due veicoli (o entrambi) è un ciclomotore, deve essere targato secondo il nuovo regime di targatura in vigore dal luglio 2006. Se oltre alle cose trasportate e al veicolo vengono riportati dei danni fisici, questi devono avere conseguenze di invalidità permanente non superiore al 9% nel caso del conducente non responsabile; per i terzi trasportati la procedura si applica, invece, anche per i danni fisici superiori al 9% di invalidità, a prescindere dal numero di veicoli coinvolti nell’incidente. Non è applicabile la procedura CARD se uno dei due veicoli è una macchina agricola.

La percentuale dei sinistri rientranti nella CARD è aumentata rispetto al valore di 75,9% del 2008, per effetto sia dell’obbligatorietà per tutte le imprese nel comprendere i sinistri avvenuti tra propri assicurati, per i quali vi siano le caratteristiche di applicabilità della procedura di risarcimento diretto nella tipologia CARD, sia per il progressivo rinnovamento del parco circolante dei ciclomotori, dal momento che solo per quelli con targa nuova è possibile far rientrare i sinistri nel sistema di indennizzo diretto.

In particolare per le autovetture e i motocicli, che insieme costituiscono il 78,5% dei veicoli assicurati, la percentuale dei sinistri che sono rientrati nella procedura di indennizzo diretto è stata dell’83% per i motocicli e dell’85% per le autovetture. Questo dato è cresciuto rispetto al 2008, rispettivamente del 79,7% e del 80,9%. Significando un ulteriore miglioramento del sistema della CARD.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 3 maggio 2010

Isvap e Scuola Sant'Anna danno vita all'Osservatorio per il danno alla persona







Newsletter Anno VIII - n°352 - 03 Maggio 2010



Cari Colleghi,
nasce l’Osservatorio del danno alla persona. La Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private, avviano un'attività di ricerca e di raccolta giurisprudenziale nonché di studio con l’intento di individuare i principi della giusta liquidazione del danno.

Il danno alla persona e la sua valutazione presuppone un corretto inquadramento dei vari aspetti: biologico, morale, patrimoniale, psichico, esistenziale, e la conoscenza della progressiva giurisprudenza di riferimento costituisce un presupposto fondamentale di aggiornamento.

In questo senso, l'Osservatorio ha catalogato le decisioni in tema di danno alla persona, a partire dall'analisi e classificazione delle stesse, sviluppando un database, pubblicamente accessibile, delle sentenze relative alla liquidazione del danno alla salute da invalidità macro e micro permanente e le relative elaborazioni, contenute in schede di commento. La banca dati accoglie informazioni relative a più di 5000 sentenze, emesse da diversi organi giudicanti - Giudici di Pace, Tribunali, Corti d'Appello - distribuiti sul territorio nazionale; rappresentando un archivio unico di riferimento per tutti gli studiosi della materia.

Il sito dell’Osservatorio, www.osservatoriodannoallapersona.org, dedica spazio a diverse rubriche ed ospita anche un motore di calcolo online del danno biologico aggiornato alle Tabelle di riferimento adottate dai singoli Tribunali nazionali.

Nelle rubriche del sito trovano spazio le diverse tipologie di danno e approfondimenti su: Danno alla persona post SS.UU./2008; Danni intrafamiliari; Danno da discriminazioni; Responsabilità sanitaria; Danno alla persona e profili processuali; Danno alla persona e profili assicurativi; Danno alla persona nel mondo. I contenuti sono tutti gratuiti e fruibili previa registrazione al sito.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 26 aprile 2010

Le dirette avanzano a danno degli agenti













Newsletter Anno VIII - n°351 - 26 Aprile 2010



Cari Colleghi,
pubblicati dall’Isvap i primi dati sui premi lordi contabilizzati dalle imprese di assicurazione nazionali e dalle rappresentanze per l’Italia delle imprese di assicurazione estere: il 2009 ha registrato un incremento dei rami vita del +48,7% (81.120,4 milioni di euro) e una flessione dei rami danni -1,9% (36.745,5 milioni di euro).

I dati della circolare Isvap del 13 aprile 2010 mettono in evidenza l’importante decremento del Ramo R.C. veicoli terrestri -3,4% rispetto al 2008. Tra gli altri rami danni, quelli con raccolta più elevata sono: R.C. generale, che cresce di un modesto +0,68%; il ramo Infortuni, in flessione -0,57%; il ramo Corpi di veicoli terrestri registra una frenata del -2,12%; per il ramo Altri danni ai beni, premi sostanzialmente stabili, registrano un -0,09%; il ramo Incendio ed elementi naturali, +0,20%; il ramo Malattia segna +1,65% rispetto ai premi del 2008.

L’analisi per canale distributivo continua ad evidenziare la preponderante raccolta attraverso le agenzie con mandato che hanno intermediato l’83% della globalità del portafoglio danni (84,1% nel 2008) e il 90,5% del portafoglio relativo al solo ramo R.C. auto (90,8% nel 2008). Ma la vendita diretta delle imprese attraverso il canale telefonico e internet prosegue a erodere quote di mercato alle agenzie in appalto, con una crescita della quota di mercato intermediata nel ramo auto dal 4,99% del 2008 al 5,17% del 2009. Mentre la quota complessiva dei rami danni è passata dal 3,80% al 3,86%.


Nell’ambito dei premi vita, la ripartizione per canale distributivo della raccolta premi mostra che gli sportelli bancari e postali intermediano il 58,8% del portafoglio vita (53,7% nel 2008). Seguono i promotori finanziari (16,3% rispetto al 10,1% nel 2008), le agenzie con mandato (15,7% rispetto al 23,8% nel 2008), le agenzie in economia e gerenze (8% rispetto al 10,5% del 2008), i broker (0,8% rispetto all’1,3% nel 2008) e le altre forme di vendita diretta (0,4% rispetto allo 0,6% nel 2008).

La fotografia dei risultati 2009 permette di affermare che in un contesto, come quello attuale il ramo vita sia stato caratterizzato dalle banche, che hanno orientato i risparmiatori verso i prodotti assicurativi, trasferendo al settore assicurativo importanti volumi.

Per quanto riguarda il ramo danni, la concorrenza ha dato i propri frutti contenendo la spesa assicurativa, in particolare nel ramo Rcauto, soprattutto per effetto della competizione dei canali diretti. I maggiori gruppi assicurativi organizzati per la vendita diretta, telefonica e internet, proseguono a proporre premi assolutamente competitivi verso i clienti delle agenzie con profili selezionati, questo sistema porta alla conseguenza che in molti lasciano la consulenza professionale agenziale, attratti dalla possibilità di un risparmio immediato. Che si tratti di un caso di concorrenza sleale?

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 19 aprile 2010

Il Regolamento 34 Isvap trascura l'esasperata selezione del rischio Rcauto delle dirette
















Newsletter Anno VIII - n°350 - 19 Aprile 2010


Cari Colleghi,
sulla Gazzetta Ufficiale n.77 del 2 aprile 2010 è stato pubblicato il Regolamento n.34, emanato dall'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di interesse collettivo, sulla promozione e il collocamento mediante tecniche di comunicazione a distanza di contratti di assicurazione. Il dettato normativo Isvap indica le procedure che i nuovi sistemi, call center e siti web, devono utilizzare e quali informazioni devono essere fornite agli utenti.

Tra le prescrizioni più interessanti, il divieto di discriminazione è senz’altro il più curioso.

La disposizione, diretta a vietare l'utilizzo di procedure che impediscano a determinate categorie di contraenti di contattare l'impresa o, nel caso dell'assicurazione obbligatoria Rcauto, in cui vige l'obbligo a contrarre, che impediscano di sottoscrivere il contratto, si può considerare innocua rispetto alla possibilità delle imprese di esercitare una autonoma differenziazione tariffaria per ogni variante del rischio in relazione all’età, alla residenza del proprietario del veicolo ed agli altri cento fattori che determinano il premio.

Sarà fin troppo semplice per le imprese che operano la distribuzione diretta, proseguire nella selezione dei rischi e pressare sulla leva del prezzo per i giovani patentati, o per coloro che hanno avuto la sfortuna di un incidente stradale, o ancora di risiedere in alcune aree del Paese ad elevata frequenza sinistri.

Il sistema della tariffazione nella Rcauto ha perso i suoi connotati di mutualità e questo aspetto ha fatto si che la spinta personalizzazione del rischio abbia conseguito risultati devastanti che investono aree sempre più vaste del paese. E se fino a qualche anno fa la differenziazione riguardava solo alcuni territori del meridione, oggi non sono poche le province del nord che colpevoli di una cresciuta frequenza sinistri si trovano di fronte a richieste di premi assicurativi decisamente salati.

Come non pensare ad una vera e propria discriminazione quando ad un giovane si richiedono fino anche 6.376 euro - circa 5 mesi di retribuzione - previsti da Zurich Connect a Caserta per un ventiquattrenne con una monovolume 1.900 turbodiesel (libretto rosso quattroruote ed. 2009). Pare fin troppo evidente che la pratica tariffaria stringa verso una sola logica conseguenza. Ed allora, era atteso un intervento molto più rigoroso dall’Autority di settore, per evitare che premi così stressati finiscano per essere essi stessi discriminanti tanto da impedire l’accesso all’assicurazione obbligatoria.

Bisogna riappropriarsi come si diceva, di una mutualità più generale ad evitare che i rischi non graditi siano lasciati fuori dalla pratica assicurativa delle imprese. E davanti alla possibilità che questi rischi finiscano per generare ulteriori costi da riversare sulla collettività, con un maggiore finanziamento del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, oppure attraverso l’ipotesi di creazione di un altro carrozzone - Bad company di Stato - molto meglio una tariffa dove siano azzerati coefficienti territoriali di rischio, per realizzare un’unità d’Italia, troppo spesso solo sulla carta.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 12 aprile 2010

Figli e figliastri dei conti correnti BancoPostaImpresa di Poste Italiane














Newsletter Anno VIII - n°349 - 12 Aprile 2010



Cari Colleghi,
Poste Assicura S.p.A., la nuova compagnia danni del Gruppo Poste, lo scorso 25 marzo è stata formalmente autorizzata dall’Isvap all'esercizio delle assicurazioni danni per i rami Infortuni e Malattia, RCG, Incendio, altri danni ai beni, Assistenza, Tutela Legale e Perdite Pecuniarie.

Poste Assicura e Poste Vita, appartengono a Poste Italiane Spa - società partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze per il 65% e per il restante 35% dalla Cassa Depositi e Prestiti Spa - opera nei rami assicurativi vita e danni attraverso gli oltre 11.000 Uffici Postali della rete di Poste Italiane abilitati al collocamento delle polizze. Nel 2008 i premi emessi dal Gruppo assicurativo Poste sono risultati complessivamente pari a 5.524 milioni di euro consentendo alla compagnia di rafforzare il proprio posizionamento nel mercato e affermarsi come prima compagnia vita a livello nazionale.

In questo contesto organizzativo che pone in discussione la posizione dominante del Gruppo Poste - peraltro già denunciata dal Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione - è senza dubbio criticabile la novità studiata da Poste Italiane Spa divisione BancoPosta nei confronti degli agenti di assicurazione. Infatti i titolari del conto corrente BancoPostaImpresa dal 1 gennaio 2010 sono soggetti a versare un deposito cauzionale di 500 euro, se i conti risultano intestati ad agenti o agenzie assicurative.

La singolare imposizione di Poste sembra tutta orientata a colpire la distribuzione assicurativa agenziale e scoraggiarla dall’intrattenere rapporti di conto corrente presso Poste Italiane. Ma più che insolita, la trovata sembra nascondere una velata criminalizzazione della categoria di intermediari. Infatti se tutto fosse riconducibile a particolari oneri di gestione, derivanti dai conti correnti separati aperti ai sensi dell’art. 117 D.Lgs 209/2005 - Codice delle assicurazioni private - avrebbe esercitato un aumento del costo di gestione e non richiesto un deposito cauzionale. Ma c’è da chiedersi, per quale motivata ragione non venga parimenti preteso il deposito cauzionale agli intermediari assicurativi iscritti alla sezione D del Rui, Banche e Poste Spa, oppure agli intermediari iscritti alla sezione B del Rui, i Broker? Intanto lo SNA ha fatto partire un esposto denuncia alle autorità competenti: Banca d’Italia, Antitrust e Isvap.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas

lunedì 29 marzo 2010

La crisi della Progress coinvolge la stanza di compensazione gestita da Consap













Newsletter Anno VIII - n°348 - 29 Marzo 2010



Cari Colleghi,
si apre una crepa nella stanza di compensazione prevista dal DPR 254/2006 che regolamenta il sistema di risarcimento diretto, introdotto dall’art. 150 del D.Lgs 209/2005. Secondo indiscrezioni, la compagnia assicuratrice Progress avrebbe un sospeso contabile pari a oltre 2,5 milioni di euro, nei confronti della stanza di compensazione di febbraio e per il quale la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici (Consap) avrebbe avviato le procedure per l’escussione della garanzia fidejussoria.

Che la Progress assicurazioni non gode di buona salute economica è risaputo, visto il provvedimento Isvap n.2773 del 9 febbraio scorso con il quale si procedeva alla nomina di un commissario per la gestione provvisoria, e conseguente sospensione delle funzioni degli organi di controllo e di amministrazione dell’impresa. Infatti il provvedimento prendeva atto che la società non dispone delle condizioni di esercizio avendo rilevato una carenza del margine di solvibilità disponibile per 21,9 milioni di euro e della quota di garanzia per 10,1 milioni di euro, nonché un’insufficienza di attivi idonei alla copertura delle riserve tecniche per 10,2 milioni di euro; ed inoltre che, risultava una perdita stimata pari a 63,7 milioni di euro al 31 dicembre 2009;

Come noto, le imprese di assicurazione hanno stipulato una convenzione (Card), delegando la Consap alla gestione della stanza di compensazione per gli adempimenti e la regolazione contabile dei reciproci rapporti economici per i sinistri verificatisi a partire dal 1 febbraio 2007. Tale compensazione risulta garantita da una fidejussione bancaria con liquidazione a semplice richiesta, prevista dall’art. 6 della Convenzione, a favore del gestore della stanza di compensazione e nell’interesse di tutte le imprese partecipanti; fidejussione bancaria di importo pari al 2% dell'ammontare complessivo dei premi lordi del ramo 10.

Ora la Progress deve fare i conti anche con la Consap che avrebbe avviato la procedura di escussione della garanzia fidejussoria prestata per un importo di 1,1 milioni di euro, e che consentirà di riparare solo parzialmente il debito. Mentre il residuo verrà riparametrato dalla Consap in funzione delle quote di credito delle rispettive imprese, le quali potranno agire per il suo recupero fuori stanza di compensazione.

Coerentemente Progress sarebbe stata esclusa dalla stanza di compensazione; pertanto i rapporti contabili delle imprese nei confronti di Progress saranno inseriti in una contabilità separata finalizzata ad evidenziare i debiti ed i crediti della stessa nei confronti di tutte le imprese partecipanti alla Card.

In conseguenza dell'esclusione dalla stanza di compensazione, la Progress assicurazioni sarebbe stata inoltre sospesa anche dalla procedura Consap che consente all'assicurato di avvalersi della possibilità il rimborso del sinistro per evitare la maggiorazione del premio assicurativo; rimborso che probabilmente potrà essere effettuato direttamente verso l’impresa gestionaria. Ma l'esclusione della Progress assicurazioni dalla stanza di compensazione non determinerebbe l'automatica decadenza dell'impresa dalla Card e dalla procedura di risarcimento diretto, che nei confronti dell'assicurato resta pienamente applicabile. In quanto l'esclusione dalla convenzione può derivare solo da un provvedimento di decadenza o di revoca dall'autorizzazione all'esercizio dell'assicurazione Rcauto; ovvero da un provvedimento di liquidazione coatta dell'impresa.

Cordiali saluti.

Paolo Bullegas