Newsletter Anno VIII - n°359 - 02 Agosto 2010
Cari Colleghi,
Ugf assicurazioni lo scorso 28 luglio notifica la revoca del mandato agenziale a Maurizio Pacchioni, agente di Sassuolo, già Presidente del Gruppo Agenti Aurora (Gaa) nonché Presidente del Comitato dei Gruppi aziendali agenti Sna.
È un comunicato del Gaa a diffonderne la notizia, precisando che la revoca dell’incarico è avvenuta ai sensi dell'art. 12, comma II, numero 1 dell'ANA 2003; ovvero, revoca ad nutum con indicazione dei motivi: andamento negativo del rapporto sinistri/premi dell’agenzia Ugf Aurora di Sassuolo.
Lo Sna, Sindacato Nazionale Agenti, appresa la notizia della revoca ad nutum notificata al collega Maurizio Pacchioni, oltre ad esprimere il proprio sdegno verso un provvedimento che considera d’inaudita gravità, antisindacale e ingiustificato, che colpisce un rappresentante della categoria impegnato nella tutela dei colleghi, ha chiesto un urgente intervento dell’Ania presso la sua associata per il ritiro tempestivo del provvedimento.
Il Presidente Sna, Giovanni Metti, ha immediatamente fissato per il prossimo 4 agosto una riunione urgente e straordinaria dell’Esecutivo Nazionale Sna e del Comitato dei Gaa, per deliberare le più opportune azioni sindacali a difesa di Maurizio Pacchioni. Sempre il giorno 4 a Sassuolo è stato convocato d’urgenza il Consiglio Direttivo del Gaa Aurora; mentre il giorno successivo, giovedì 5 Agosto, si terrà una “Conferenza Straordinaria” di tutti gli Agenti Ugf Aurora presso il Centro Congressi della Fiera di Bologna.
Fin qui la cronaca. Ma lo spazio alle riflessioni è d’obbligo, e per queste si propongono quelle di Angelo Gregorio, Componente l’Esecutivo Nazionale Sna, nell’articolo per il bimestrale l’Agente di assicurazione, scritto all’indomani dell’esito del lodo arbitrale che lo ha visto vittorioso (luglio 2009). I tre arbitri infatti si sono espressi unanimemente in suo favore, e l’impresa è stata condannata a pagare la somma aggiuntiva massima prevista.
“…Negli ultimi mesi e fino ad oggi (e purtroppo anche nel prossimo futuro), abbiamo assistito (ed assisteremo) ad una serie di azioni intimidatorie del “sistema compagnie” nei confronti delle rispettive reti agenziali; intimidazioni che vanno dai recessi ad nutum totalmente immotivati, alle revoche per “supposte” giuste cause, alle liberalizzazioni di portafogli imposte perentoriamente, pena la chiusura completa di innumerevoli sportelli agenziali, alle azioni di vario tipo volte a rendere impraticabile il plurimandato previsto dalla Legge Bersani.
In un contesto siffatto, le compagini agenziali Fata di Salerno ed Avellino non potevano che risultare insopportabili anche, ma non in termini secondari, in conseguenza della cospicua attività sindacale che svolgevano sia a livello locale che nazionale, sia nell’ambito dello Sna che del Gruppo Agenti Fata.
Allora è il caso di affermare, con reiterata forza e convinzione, che il “Caso Gregorio” è solo la punta dell’iceberg e che molto deve ancora affiorare in superficie.
Senza voler fare la “Cassandra” a tutti i costi, vedo maturi i tempi per un confronto serrato e duro con le nostre controparti, alle quali non può essere consentito di disattendere precisi obblighi contrattuali, muoversi con il garbo di un elefante in una cristalleria, adottare politiche industriali in totale dispregio dei conti economici delle reti agenziali e così via.
Io credo che ad un certo punto occorra chiamare le cose con il loro vero nome, senza infingimenti ed atteggiamenti diplomatici, ai quali raramente l’altra parte risponde con altrettanta diplomazia, né tantomeno con spirito costruttivo e di reciproco rispetto.
…Allora, torno a dire, il “Caso Gregorio”, che nel mio piccolo ha rappresentato un terremoto (per fortuna non seguito da uno tsunami), rischia di essere una goccia nel mare; può però rappresentare il punto di rottura dal quale ripartire con rinnovata lena e determinazione in difesa dei diritti dei più deboli (e purtroppo ce ne sono tanti, troppi) senza tuttavia indulgere in integralismi, anch’essi negativi.
Quello che sicuramente non possiamo fare, e che certamente lo Sna non farà, è far finta che nulla sia cambiato.
Sarebbe un errore gravissimo e dalle conseguenze non più riparabili.
Per finire, credo che la mia vicenda e quella dei miei colleghi, abbia dimostrato ancora una volta che, o si è forti al punto tale da potersi opporre alle angherie da soli (discorso puramente accademico), o si vince solo se si è uniti da comunità d’intenti e da convinzioni comuni sotto l’egida di un grande Sindacato.
Pertanto, oggi più di ieri, occorre riaffermare, senza “se” e senza “ma” l’unità imprescindibile del Sindacato per continuare in un percorso di tutela dei sacrosanti diritti dei nostri colleghi, senza dimenticare neanche per un istante che sarà un percorso irto di difficoltà ed ostacoli, perché si svilupperà in un contesto che fa fatica ad accettare la legittimità delle posizioni altrui.
Questo è l’unico messaggio forte che potremo inviare alle nostre controparti affinché si ritorni, in un clima sereno, ad un costruttivo dialogo nell’interesse di tutti: Agenti ed Imprese”. Angelo Gregorio.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 2 agosto 2010
lunedì 26 luglio 2010
Agenti contro Ania e Isvap, ultimo tentativo prima della rottura delle relazioni istituzionali

Newsletter Anno VIII - n°358 - 26 Luglio 2010
Cari Colleghi,
il Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione (SNA) si prepara ad una fase di protesta per rivendicare con forza le ragioni della categoria agenziale. Il Presidente Metti in una accalorata missiva agli iscritti, respingendo le polemiche interne, anticipa quello che potrebbe rivelarsi un autunno caldo dell’attività sindacale, qualora le istanze degli Agenti non trovino adeguata accoglienza nelle controparti e nelle istituzioni.
Il clima è quello della giusta rivendicazione già delineatasi nel corso del Congresso Nazionale di Febbraio e poi ribadita durante il Comitato Centrale Sna di Salerno dello scorso mese di Aprile, che sarà ricordato come il Comitato Centrale dei tre basta! L’Esecutivo Nazionale, con senso di responsabilità, ancora una volta, intende percorrere tutte le strade del dialogo prima di impegnarsi in un braccio di ferro, e per questo attende l’esito di ulteriori incontri che si terranno nei prossimi giorni. Ma indietro non si torna.
Dall’Isvap, dovranno scaturire precisi impegni, perché senza indugi si individui la strada per arrivare a sciogliere i nodi creati da diverse norme regolamentari irragionevoli. Sull’altro versante, l’Ania sembra non curarsi della necessità di superare le proprie posizioni adottate all’indomani della promulgazione dei decreti Bersani: norme liberali necessarie al mercato assicurativo che hanno fatto venire meno l’esclusiva nei contratti agenziali e la durata poliennale delle polizze. Istituti obsoleti, che non si conciliavano con un mercato aperto e moderno, così come chiesto dal Parlamento europeo e atteso dai consumatori, tutto orientato verso l’adeguatezza e la trasparenza. Nonostante questa ventata europea, l’Ania si è chiusa a riccio e pretenderebbe di trasferire a livello aziendale le modifiche dell’Accordo Nazionale Agenti-Imprese, ignorando Sna e Unapass, naturali interlocutori di qualsiasi trattativa nell’ambito di accordi di primo grado, validi erga omnes.
Consapevole di una situazione fortemente compromessa dalla crisi della redditività ed in più gravata da dispendiosi quanto inutili adempimenti burocratici, l’Esecutivo Nazionale Sna, forte del mandato ricevuto, intende accelerare una nuova fase sindacale ed ha individuato una progressione di azioni di protesta, alternative allo sciopero nazionale, che, in caso di mancato accordo tra le parti, porteranno la categoria allo stato di agitazione e alla rottura delle relazioni industriali. Azioni che, condivise con gli organi di base Sna e auspicabilmente con l’Unapass e con i Gruppi aziendali agenti, mostreranno il volto energico di una categoria coesa, giunta a limite della sopportazione.
È chiaro che non è nelle intenzioni dello Sna aprire una stagione di protesta, ma questa non potrà essere evitata se il confronto istituzionale non approderà a risultati tangibili per la categoria degli Agenti di assicurazione italiani.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 12 luglio 2010
Diminuiscono i punti di contatto sinistri

Newsletter Anno VIII - n°357 -
12 Luglio 2010
Cari Colleghi,
l’Ania in assemblea a Roma presenta l’Assicurazione italiana 2009-2010, un esame sull’andamento del mercato assicurativo nostrano. Giovedì 8 luglio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il presidente Ania, Fabio Cerchiai, ha svolto la consueta relazione alla presenza di Giancarlo Giannini presidente Isvap, del ministro Renato Brunetta in rappresentanza del Governo; una relazione che ha lasciato dell’amaro agli intermediari agenti. A loro sono riservate poche righe formali nella parte conclusiva, come si conviene nei rapporti di vicinato: “…facciamo sicuro affidamento sulla professionalità, sulla capacità delle nostre forze lavoro e delle nostre reti distributive, che costituiscono il più importante degli asset aziendali.”
Di reti proprietarie dunque si parla, anche in altro breve passaggio, ma questa volta con l’intento di richiedere la rimozione della norma che vieta l’esclusiva nei rapporti di agenzia: “…Confidiamo nell’impegno delle reti distributive, nella loro professionalità. Continueremo ad investire nelle nostre reti agenziali, convinti della loro centralità nel rapporto con gli assicurati. È un valore di mercato, meritevole di piena tutela, restituire alle imprese di assicurazione italiane la stessa ampia libertà di cui godono i concorrenti europei, consentendo ad esse di operare anche con mandati agenziali di esclusiva. Sono quindi da rimuovere i vincoli introdotti in materia dal precedente Governo con norme inopportune, controproducenti e antieuropee.”
Questi i due passaggi dedicati all’intermediazione agenziale. Praticamente il nulla. Il resto una sequela di richieste tendenti a favorire l’industria assicurativa, soprattutto nell’ambito della liquidazione dei sinistri Rcauto. Neanche un cenno alla campagna di sensibilizzazione lanciata dallo Sna in Puglia per arginare le sospette esagerazioni dolose del danno alla persona. Niente sui tavoli tecnici di confronto annunciati dallo Sna in relazione a singoli aspetti dell’Accordo Nazionale 2003. Per gli Agenti che amministrano oltre l’84% del mercato assicurativo danni e oltre il 90% del ramo auto, una relazione veramente deludente.
L’Ania oltre che richiedere al Governo l’annullamento della possibilità di operare in plurimandato per le reti agenziali, e la rinuncia all’emendamento sulla tassazione delle variazioni delle riserve dei rami vita, ha puntato il dito sulla dinamica dei sinistri nel meridione del Paese, come era normale attendersi. Peccato che questo sia anche il risultato dell’abbandono dei territori progressivamente messo in atto dalle imprese.
È fin troppo evidente il nesso con il ritiro del presidio nella liquidazione dei sinistri. Secondo gli stessi dati forniti dall’Ania infatti, i punti di contatto sinistri nel meridione, in un solo anno, sono scesi dai 693 del 2007 a 597 nel 2008 (-96) con conseguente crescita del carico di lavoro per punto di contatto. Proprio li dove sarebbe necessaria una maggiore presenza di contrasto. Tanto da far nascere a qualcuno il commento con un antico proverbio: “chi è causa del suo mal, pianga se stesso.”
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 5 luglio 2010
Anche i carrozzieri desiderano mantenere lo status di imprenditori indipendenti

Newsletter Anno VIII - n°356 - 05 Luglio 2010
Cari Colleghi,
Confartigianato Marche sul sentiero di guerra, denuncia le convenzioni assicurative proposte dalle compagnie assicurative: “una condizione di abuso della posizione dominante e di distorsione della libera concorrenza nel mercato dell’autoriparazione anche a danno dell’utente”.
Sotto processo le nuove polizze di assicurazione che impongono al cliente di sottoporre a riparazione il veicolo accidentato esclusivamente presso le carrozzerie convenzionate dalla compagnia di assicurazione.
Secondo l’associazione degli autoriparatori “le clausole imposte loro dalle assicurazioni non sono in grado si salvaguardare la riparazione a regola d’arte se la riparazione del danno è deciso dall’assicurazione. Ma vi è più che le tariffe orarie proposte dalle compagnie sono inadeguate per colmare i servizi accessori richiesti dalle stesse imprese. Infatti al carrozziere convenzionato sono richiesti oltre la riparazione anche l’accertamento del danno e della responsabilità; prestazioni supplementari gratuite come auto sostitutiva e soccorso stradale; approvvigionamento dei ricambi attraverso un canale unico indicato dalla compagnia; obbligo di riparazione prioritaria; nonché le modalità di riparazione scelte dall’assicurazione e non dall’autoriparatore”.
La riparazione in forma specifica si fa strada sulle nuove polizze soprattutto grazie all’indennizzo diretto, l’assicurazione propone al cliente un piccolo sconto - dal 3 al 5 per cento - a fronte dell’impegno di riparare il veicolo presso la carrozzeria convenzionata. Il fatto di per se vuole dire molto; evidentemente il risparmio delle compagnie per mezzo della riparazione in forma specifica equivale a percentuali ben superiori. Ma i carrozzieri non ci stanno e si mobilitano per difendere la propria indipendenza professionale. Ad Ancona si è tenuto lo scorso 3 luglio un convegno dall’eloquente titolo “Manteniamo il nostro status di imprenditori indipendenti”, organizzato da Confartigianato Imprese Marche.
L’indipendenza professionale è l’argomento centrale dei professionisti della riparazione, così come lo è per l’intermediazione assicurativa agenziale: l’esercizio fondato sulla libertà che costituisce irrinunciabile diritto, nell’interesse del proprio cliente; l’esercizio ispirato a valori etici fondamentali che non deve soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di qualsiasi natura.
Lo sanno bene oltre il 20% degli agenti di assicurazione che, svincolati per legge dal mandato unico, hanno intrapreso la strada del plurimandato per difendere gli interessi dei propri clienti. Ed è in particolari momenti, come quello attuale, che meglio si apprezza la scelta dell’indipendenza. La tensione sui prezzi praticati dalle imprese di assicurazione e le progressive limitazioni delle garanzie prestate adombra le prospettive dell’agente monomarca, che tra l’altro si deve confrontare con un mercato sempre più attento anche al singolo euro. Non è un caso che l’accresciuta mobilità diviene fattore di successo per coloro i quali sono in grado di soddisfare più esigenze, e per converso, causa di sofferenza per chi non ha nel suo scafale altra scelta da offrire.
Indipendenza professionale dunque, per salvaguardare il proprio status, e nel rispetto del cliente.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 28 giugno 2010
Aumenta il valore del danno biologico da circolazione stradale

Newsletter Anno VIII - n°355 - 28 Giugno 2010
Cari Colleghi,
aumenta il valore dei risarcimenti conseguenti le lesioni da incidente stradale. Lo ha disposto con apposito decreto il Ministro dello Sviluppo Economico, e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 il 15 giugno 2010.
Il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, derivanti da sinistri conseguenti la circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, è effettuato secondo i criteri e le misure previste dall’articolo 139 del D.Lgs 209/2005 - Codice delle assicurazioni private - e aggiornato in misura corrispondente alla variazione dell'Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati accertata dall'Istat.
Per i postumi permanenti da lesioni pari o inferiori al nove per cento - le così dette microinvalidità - il risarcimento è riconosciuto con un importo proporzionale in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità e ridotto in relazione all'età. Il decreto del MiSE prevede l’innalzamento a 739,81 euro del valore del primo punto percentuale di Invalidità permanente accertato (era di 728,16 euro). Per il danno biologico temporaneo, la diaria è aggiornata al valore di 43,16 euro per ogni giorno di Inabilità assoluta - precedentemente era pari a 42,48 euro - ma nel caso di inabilità temporanea inferiore al cento per cento, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.
I nuovi valori di risarcimento sono applicabili a decorrere dal mese di Aprile 2010 per i risarcimenti previsti dal D.Lgs. 209/2005 riguardanti il danno biologico; intendendosi tale, la lesione temporanea o permanente all'integrità psico-fisica della persona con un'incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito. Fermo restando che l'ammontare del danno biologico può essere aumentato dal giudice - in misura non superiore ad un quinto - valutate le condizioni soggettive del danneggiato.
Gli importi sono stati adeguati con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, in misura corrispondente alla variazione dell'Indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati rilevata dall’Istat annualmente nel mese di aprile; l'incremento rilevato nel 2010 è del 1,6%.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
martedì 25 maggio 2010
L'Antitrust fa sul serio, aperta indagine sulla Rcauto

Newsletter Anno VIII - n°354 - 24 Maggio 2010
Cari Colleghi,
l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), avvia un’indagine sui prezzi delle assicurazioni auto obbligatorie.
La notizia di un intervento dell’AGCM non è inaspettata. Da tempo le associazioni consumeristiche denunciano gli esagerati aumenti della Rcauto. I premi assicurativi sempre più salati, soprattutto per alcune aree del paese, stanno mettendo in difficoltà le famiglie, ed a rischio la possibilità stessa di poter coprire il rischio per molte di queste. Ma l’autorità intende fare chiarezza, decisa a comprendere quali siano i motivi di una crescita delle tariffe medie di circa il 15%, con punte di oltre il 30%, registrata nell’ultimo anno; e questo nonostante i numerosi interventi legislativi e regolatori degli ultimi cinque anni, tutti finalizzati a rendere il comparto più competitivo.
L’Autorità guidata da Antonio Catricalà sembra fare molto sul serio, considerato che desidera analizzare l’andamento dei prezzi effettivi e dei costi del settore, ed in particolare la procedura di risarcimento diretto che dopo tre anni di applicazione non ha portato l’attesa riduzione. Andando ad ipotizzare introduzione di correttivi per rimuovere tutti gli eventuali ostacoli che impediscono la piena concorrenza. Ma saranno sotto osservazione anche le diverse politiche di controllo dei costi dei risarcimenti adottate dalle compagnie, le politiche commerciali effettuate in termini di ristrutturazione dei portafogli clienti, le aree del territorio nazionale coperte, tipologie di veicoli assicurati e rischi assunti, ed i conseguenti effetti sulla domanda e sul confronto competitivo dell’offerta.
Da parte sua l’Ania nega che ci sia un’emergenza Rcauto, ed accusa l’ex Ministro delle Attività Produttive, Pierluigi Bersani, di aver introdotto norme che hanno prodotto la crescita dei costi. Il Presidente dell’Associazione dell’industria assicurativa, Fabio Cerchiai, ha anche puntato l’indice verso il Tribunale di Milano che ha adottato nuove tabelle di risarcimento per le grandi invalidità, poi fatte proprie da molte altre sedi giudiziarie. Mentre il provvedimento parlamentare che ne avrebbe dovuto regolamentare la materia è rimasto fermo, così come si è fermata la proposta dell’agenzia antifrode.
L’Isvap dal canto suo, ha criticato la politica dei rincari adottata dalle compagnie, ed ha avviato una propria specifica indagine sulla consistenza ed efficienza delle strutture liquidative delle imprese; considerate la principale leva di controllo diretto dei costi e dei prezzi praticati. Gli esiti dell’indagine e le iniziative d’intervento correttivo sono al vaglio dell’Autorità di Vigilanza, e si presume che saranno rese pubbliche in occasione della consueta relazione annuale prevista il prossimo 8 giugno.
La Rcauto è sempre stata caratterizzata dalle polemiche. E le politiche industriali altalenanti, messe in atto dalle imprese, non hanno fornito elementi di stabilità. In differenti periodi storici l’assicurazione obbligatoria degli automobilisti è stata trattata da cenerentola, per poi essere promossa a ramo di primaria importanza strategica. Le imprese hanno fatto susseguire politiche commerciali a volte disinteressate ed altre volte aggressive. E la distribuzione professionale agenziale ben poco o niente ha potuto fare, privata della possibilità pratica di poter fare veramente la differenza con la propria consulenza professionale. Rinchiuse in rapporto monomandatario, per mancanza di disponibilità delle imprese al rilascio di mandati integrativi, le agenzie non sono in grado di rispondere adeguatamente alle richieste di maggiore concorrenza, sottratte della opportunità competitiva aperta dalle Leggi 248/2006 e 40/2007, le famose Leggi Bersani.
L’Unica concorrenza che conoscono le agenzie è quella delle compagnie dirette, Attaccate quotidianamente da campagne stampa, pure discutibili, le agenzie soffrono la persistente perdita di quote di mercato, e si badi bene che queste iniziative sono orientate soltanto a favore quella nicchia di clienti più profittevoli. Quelli che dispongono di profili di rischio molto contenuti e che vengono progressivamente scippati alla distribuzione professionale, con proposte di risparmio fino anche del 50%. Quota ben al di sopra dei costi dell’intermediazione professionale, e che dimostra, se ve ne fosse ancora bisogno, la produttività dello stesso rischio per l’impresa.
Tra le altre conseguenze, c’è quella che alle agenzie restano i clienti meno profit, con caratteristiche di rischio meno attraenti per le imprese dirette; clienti al quale si chiedono aumenti tariffari smisurati per equilibrare un rapporto Sinistri/Premi instabile. Clienti che ricercano possibilità di risparmio per loro inesistenti. Così i rapporti S/P delle agenzie crescono e nulla sembra che si possa fare, oltre che aumentare la loro tariffa. Ma come tacere sulle campagne pubblicitarie che si susseguono alternandosi su tutti i media. In questi giorni è in onda il claim di una diretta che recita “meno spesa, più servizio” lasciando intendere la possibilità di ricevere di più, a prezzi decisamente più bassi. Insomma, roba che: “se non ti assicuri con noi, sei proprio cretino”. Ora, considerato che questa campagna è messa in onda da una compagnia diretta appartenente ad un gruppo assicurativo con la maggiore quota di mercato nella Rcauto (circa il 23%), quasi 1 cliente su 4 è evidentemente già assicurato presso il gruppo, questa pratica assume le vesti del paradossale. La conclusione è quella di spogliare le agenzie dei loro migliori clienti, puntando dritti verso il chiaro disegno della disintermediazione professionale. Si sollecita il pubblico a spendere meno, per la polizza Rcauto, rispetto a quanto 1 cliente su 4 già paga presso le “proprie” agenzie, ed in più promettendo un servizio migliore rispetto a quello delle stesse proprie agenzie professionali. Evidentemente ce ne sarebbe abbastanza per interrompere qualsiasi rapporto industriale tra Gruppi aziendali agenti e Imprese. Ai Gaa spetta dunque rilanciare le proprie rivendicazioni, piuttosto che sottoscrivere patti di fedeltà, che le agenzie soffrono; insani accordi che allungano spesso l’agonia ma che non sanano i conti sempre più in rosso.
Ed allora è benvenuta la notizia dell’indagine sui prezzi delle assicurazioni auto obbligatorie. Perché sia fatta luce su tutti gli aspetti distorsivi posti in essere, e siano individuati gli elementi che ostacolano comportamenti pro-concorrenziali. A partire dalla piena applicazione del plurimandato agenziale entrato nel nostro ordinamento dal 2006, e che stenta a decollare. Impegnando le imprese, in questo senso, a diffondere la cultura della concorrenza. Ma anche migliorando le norme sui trust. La ricerca e l’analisi presentata da Claudio Demozzi, componente l’Esecutivo Nazionale Sna - durante il Road Show conclusosi lo scorso 7 maggio alla tappa di Firenze - ha posto bene in evidenza le criticità del mercato nostrano, tra le quali svetta l’atipica concentrazione rispetto ai Paesi Europei esaminati. I primi cinque gruppi assicurativi controllano in Italia il 71% del mercato, contro il 42% del mercato Tedesco, 44% della Spagna, e ancora contro il 49% controllato dai primi cinque gruppi operanti nel Regno Unito, dove però opera una realtà come quella dei Lloyd’s, con 1.017 imprese attive nel 2008; contro le 243 imprese Italiane, su popolazione simile.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
lunedì 17 maggio 2010
Il costo medio dei sinistri Rcauto liquidati nell'anno di accadimento è in riduzione
Newsletter Anno VIII - n°353 - 17 Maggio 2010Cari Colleghi,
diminuisce il costo medio dei sinistri Rcauto di generazione corrente nel 2009. L’Ania ha pubblicato i dati del Focus Rcauto su Ania Trends n.17- maggio 2010, pubblicazione dell’ufficio statistiche e studi attuariali.
È risultato pari a 1.737 euro il costo medio dei sinistri liquidati a titolo definitivo nel 2009, ovvero il valore medio dei sinistri liquidati nello stesso anno di accadimento (cosiddetti sinistri di generazione corrente). La riduzione è stata pari al 1,60%, Il costo nel 2008 era risultato di 1.764 euro.
Nel dettaglio delle singole tipologie di veicolo si riscontrano riduzioni più marcate. La maggiore riduzione registrata è quella del settore Autocarri con peso complessivo maggiore di 35 q.li, con un importo medio liquidato di generazione corrente 2009, pari a 1.870 euro (-8,5%) era di 2.043 euro nel 2008. A seguire la riduzione dell’importo medio liquidato del settore dei Motocicli (-5%), passato da 2.409 euro del 2008 al 2.289 euro di costo medio nel 2009. Per le autovetture la riduzione registrata del costo medio dei sinistri 2009 è stata pari a -1,5%, 1.713 euro (1.739 nel 2008). Per gli autocarri fino a 35 q.li ed i ciclomotori la riduzione del costo medio è stata rispettivamente -1% e -0,3%.
Si tratta di dati osservati da 41 imprese che rappresentano circa l’85% della raccolta premi del 2009. In particolare, sono state raccolte informazioni relative a 33,5 milioni di assicurati e a oltre 2,6 milioni di sinistri accaduti. Pertanto significativi dell’andamento nazionale.
L’80,9% dei sinistri ha generato delle tipologie di danno conformi ai principi di applicabilità della convenzione CARD: 4 sinistri su 5 di quelli accaduti e denunciati nel 2009 sono rientrati nella procedura, che, come noto, riguarda sinistri dove risultano coinvolti soltanto due veicoli, entrambi identificati, regolarmente assicurati e immatricolati in Italia; se uno dei due veicoli (o entrambi) è un ciclomotore, deve essere targato secondo il nuovo regime di targatura in vigore dal luglio 2006. Se oltre alle cose trasportate e al veicolo vengono riportati dei danni fisici, questi devono avere conseguenze di invalidità permanente non superiore al 9% nel caso del conducente non responsabile; per i terzi trasportati la procedura si applica, invece, anche per i danni fisici superiori al 9% di invalidità, a prescindere dal numero di veicoli coinvolti nell’incidente. Non è applicabile la procedura CARD se uno dei due veicoli è una macchina agricola.
La percentuale dei sinistri rientranti nella CARD è aumentata rispetto al valore di 75,9% del 2008, per effetto sia dell’obbligatorietà per tutte le imprese nel comprendere i sinistri avvenuti tra propri assicurati, per i quali vi siano le caratteristiche di applicabilità della procedura di risarcimento diretto nella tipologia CARD, sia per il progressivo rinnovamento del parco circolante dei ciclomotori, dal momento che solo per quelli con targa nuova è possibile far rientrare i sinistri nel sistema di indennizzo diretto.
In particolare per le autovetture e i motocicli, che insieme costituiscono il 78,5% dei veicoli assicurati, la percentuale dei sinistri che sono rientrati nella procedura di indennizzo diretto è stata dell’83% per i motocicli e dell’85% per le autovetture. Questo dato è cresciuto rispetto al 2008, rispettivamente del 79,7% e del 80,9%. Significando un ulteriore miglioramento del sistema della CARD.
Cordiali saluti.
Paolo Bullegas
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